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La Realtà Virtuale fa esperienza a Roma  

 

Dal 5 al 9 novembre l’ex Caserma Guido Reni di Roma ospiterà la prima edizione del festival Vre – Virtual Reality Experience (vrefest.com), appuntamento internazionale, a ingresso gratuito, interamente dedicato a Realtà Virtuale, Realtà Aumentata e Realtà Trasversale, ovvero Vr, Ar e Xr, le sigle della tecnologia e del linguaggio immersivo che stanno cambiando il nostro futuro, dalla scienza all’arte, dalla medicina alla musica e al cinema, dalla comunicazione al mondo aziendale.

Ideato e prodotto da Iconialab, sotto la direzione artistica di Mariangela Matarozzo – che già aveva firmato il futuristico Mashrome Film Fest – questo appuntamento – all’interno di Videocittà – invaderà una sezione dei padiglioni dell’ex caserma in una full immersion tra nuove opere da tutto il mondo, speech, incontri, esperienze virtuali, performance Vr.

Per cinque giorni sarà possibile esplorare mondi reali o immaginari, riflettere su temi di attualità, vivere storie a 360 gradi, attraverso la selezione ufficiale delle 21 opere in concorso, provenienti dai maggiori festival internazionali e provare l’esperienza diretta delle nuovissime frontiere aperte dalle tecnologie e dai linguaggi immersivi, tra nuove forme di partecipazione e narrazione.

Elemento centrale del Vre sono le Esperienze: un tuffo a 360° tra esperienza estetica e avventura fantastica in cui all’utente è chiesto di interagire, immaginare, sperimentare e giocare e dove la simulazione si trasforma in vissuto, un altrove dove la nostra immaginazione è il solo limite a ciò che possiamo provare.

Tra le proposte ci sarà ‘Tree’ di Milica Zec, giovane artista di New York che ha collaborato attivamente con Marina Abramovic, e Winslow Turner, presente al festival grazie al supporto dell’ambasciata Usa a Roma. Un viaggio sensoriale tra feedback tattili e odori in una foresta pluviale all’interno della quale si getterà un seme che germoglierà fino a diventare albero.

Ci si potrà trovare all’interno di un paesaggio disegnato a mano di alberi di pino con ‘Forest’, l’esperienza targata Usa dei due giovani artisti Kelsey Boncato e Daniel Oldham. Con ‘Bonfire’, firmato da Eric Darnell, fra gli autori di Madagascar, ci si potrà perdere in una giungla aliena. Con ‘HanaHana’ di Melodiè Mousset, grazie alla collaborazione con l’istituto Svizzero di Roma, si vivrà l’esperienza in un altrove surreale dove si semina il paesaggio con mani giganti che sbocciano e si spiegano come fiori.

Vi sarà poi l’ampio territorio del confronto sulla materia con due giornate di talk in cui si andrà ad indagare l’impatto della Realtà Virtuale sulle nostre esperienze e i nostri linguaggi con particolare riferimento a quattro grandi aree: dal business con ‘La realtà virtuale e la realtà aumentata per nuovi scenari di business’ (mercoledì 6 dalle 14,30) alla medicina con ‘Come la realtà virtuale rivoluzionerà la medicina’ (mercoledì 6 dalle 16,30), dalla cultura con ‘La valorizzazione del patrimonio culturale’ (giovedì 7 dalle 14,30) ai contenuti narrativi con “La narrazione in Realtà Virtuale” (giovedì 7 dalle 16,30).

Vre va ad esplorare anche l’impatto di Vr, Ar ed Xr sulle Arti performative: dal teatro alla musica, dall’elettronica alle arti visuali. In un viaggio in cui la creatività artistica è obbligata a confrontarsi con l’interazione fattiva di un pubblico curioso e nuovissimo. Onirica la performance di Tilt Brush del 5 novembre a cura dello street artist Flavio Solo che indosserà un visore e inizierà a dipingere in realtà virtuale su una tela, anch’essa virtuale, all’interno della quale il pubblico avrà la possibilità di entrare, percorrendo l’opera e guardando da vicino le pennellate di colore.

Cosa succede quando il teatro incontra le nuove tecnologie sarà possibile viverlo con ‘Segnale d’allarme – La Mia Battaglia’ codiretto da Elio Germano e Omar Rashid e tratto dall’opera teatrale ‘La mia battaglia’ scritto da Elio Germano e Chiara Lagani, un lavoro che parla alla e della nostra epoca, facendo diventare il pubblico grazie alla Vr parte dell’opera stessa. Con ‘Vr19 Freedom’, Marco Testoni con i Pollock Project si immerge e fa immergere il pubblico, esperimento innovativo per la musica live, in un flusso di immagini e di musica visionaria animando tre opere in Vr sul tema della libertà.

Fra gli eventi speciali di Vr la Silent Disco a cura di Roerso Mondo: tutti in pista con cuffie wi-fi in solitaria e pronti a switchare da un sound all’altro e la Live Performance ‘Vj/Set SecretShow’ di Andrea Marinelli, una composizione site-specific per musica ed immagine ogni volta differente in base al luogo in cui viene eseguita. Un’azione digitale-artigianale dove le nuove tecnologie allargano i margini dell’azione poetica con nuove possibilità di modifica per immagine e suono.

La Vr diventa uno strumento utile anche per la costruzione di dinamiche d’empatia e comprensione in ambito sociale permettendo l’immersione in territori afflitti da emergenze umanitarie e fra le persone che vivono tragedie attuali e spesso inenarrabili: indossando il visore si ‘entrerà’ nelle attività sul campo dell’Agenzia italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (Aics) di Medici Senza Frontiere (Msf), Emergency, Save for the Children e del Centro Studi Emigrazione di Roma (Cser).

Vre, ideato e prodotto da Iconialab, con il Sostegno della Regione Lazio, è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con Siae. Si avvale del Patrocinio del Mise, di Unesco|Rome City of Film, dell’Agenzia Nazionale Giovani, Asi – Agenzia Spaziale Italiana, Uni-Industria, Goethe, con il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e il contributo dell’Istituto Svizzero di Roma.

 

 

 

Adnkronos.

 

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