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La star del balletto Sergei Polunin all’Arena di Verona protagonista di ‘Romeo & Giulietta’  

La star del balletto Sergei Polunin all'Arena di Verona protagonista di 'Romeo & Giulietta'

Sergei Polunin sarà il protagonista di ‘Romeo & Giulietta’ di Johan Kobborg accanto ad Alina Cojocaru il 26 agosto all’Arena di Verona

E’ l’ultima grande star della danza. Spiazzante, travolgente, iconaclasta. Classe 1989 e natali ucraini, Sergei Polunin, sarà lunedi’ prossimo all’Arena di Verona, per il debutto in prima mondiale di ‘Romeo & Giulietta’ di Prokofiev accanto ad Alina Cojocaru nella rilettura coreografica di Johan Kobborg. ‘Enfant gaté’ della danza, il giovane Polunin, a soli 19 anni è nominato ‘principal’ del Royal Ballet di Londra. Diventa il beniamino del pubblico. (VIDEO)

Ma è insofferente alla ‘routine, alla regole, alla disciplina di un’arte che chiede sacrificio e devozione assoluta. Irrequieto, ribelle, il giovane Sergei decide di sbattere la porta e lasciare l’Inghilterra. Lo rivelerà lui stesso, più tardi, in una intervista. “Era un mondo che cominciava a starmi stretto. Non riuscivo più a decidere da solo. Erano gli altri che lo facevano per me. Sentivo in me che l’artista stava morendo”.

Rinasce l’artista. Rinasce il danzatore. Nuove collaborazioni, nuovi spettacoli. Cinema, moda, fotografia. Accanto a lui David LaChapelle (danza sulle note di ‘Take Me to Church’ e il video diventa virale in brevissimo tempo, superando i 14 milioni di visualizzazioni), Gus Vas Sant, Mario Sorrenti, Jacob Sutton. Testimonial per Dior, Pal Zilieri, Diesel, immortalato da Albert Watson per il calendario Pirelli 2019.

Indiscutibili le sue doti di danzatore, interprete acclamato nei ruoli protagonista del ‘Lago dei cigni’, ‘Schiaccianoci’, ‘Giselle’, di ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’, in ‘Mayerlling’ dove ha vestito i panni del folle principe Rudolf d’Asburgo. Eppure spesso i tabloid parlano di Polunin per il suo sfrenato edonismo, per la sua romantica insofferenza alle regole, per la sua irrequieta esuberanza, per quel tatuaggio che vede scolpito sul petto il volto di Vladimir Putin, lui ucraino, ma sempre su posizioni filorusse, e la scritta ‘Vladimir e chiunque si batta per il bene’.

Il bad boy della danza contemporanea non smette di stupire. Scandali e colpi di testa. Come quando decide di dare, all’improvviso, forfait ai suoi spettacoli con botteghini ‘sold out’, o semplicemente per le sue esternazioni omofobe che continuano a suscitare clamore e indignazione. Non ultima la protesta del corpo di ballo dell’Opéra di Parigi in risposta alle provocazioni omofobe del fascinosissimo Sergei.

Rivolgendosi ai suoi colleghi li esortava a “essere uomini, lupi e leoni. Non siate effemminati… Smettetela di essere deboli. Siate guerrieri e maschi”. Dichiarazioni che valsero a Polunin la cacciata da Palais Garnier, come ospite non gradito, e la cancellazione delle repliche del ‘Lago dei Cigni’.

Sergei Polunin adora provocare e predicare. E alcuni ruoli si addicono perfettamente a quello che la stampa internazionale ha definito il ‘James Dean della danza’. Occhi bistrati, capelli lunghi, baffi e pizzetto ha indossato, recentemente, i panni di Rasputin nel balletto omonimo firmato da Yula Oisha. Sguardo allucinato, zazzara ribelle per incarnare il santone russo legato alla famiglia Romanov ed in particolare alla zarina Alexandra, nipote della regina Vittoria.

E se i personaggi ‘maudit’ sono nelle sue corde, Polunin non poteva non dedicare uno spettacolo al mito dei miti, Vaslav Nijinskij, con il suo ‘Sacré’ in tour in Italia, Paese dove ritorna il 26 agosto (Arena di Verona) per interpretare Romeo accanto ad Alina Cojocaru, eterna Giulietta.

“Il mio sogno era produrre una creazione classica lontana dalle compagnie di balletto stabili – ha confessato Polunin- con le nostre idee e le nostre regole. E poi volevo lavorare con Johan Kobborg. E’ l’unico coreografo che può rinnovare l’immagine e il futuro del balletto. Approccio moderno e rispetto della tradizione. Come sarà il mio Romeo? – ha aggiunto- Romantico, passionale, esuberante”.

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