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L’affetto della gente comune: “Fabrizio, ci tenevi compagnia”

Non è qui perchè era un personagigo famoso tutta la gente che si è messa in fila davanti alla camera ardente di Viale Mazzini. Ma perché Fabrizo Frizzi era uno di famiglia, entrato nelle case in punta dei piedi e diventato quasi indispensabile

“Oddio, non potrò più dire “Metti RaiUno che c’è Frizzi”, che dolore”, spiega sconsolato uno dei tanti che è arrivato sotto il cavallo della Rai per l’ultimo saluto a Fabrizio Frizzi. Perchè il presentatore, oltre a essere un uomo di  spettacolo era una persona con cui i ragazzi sono cresciuti, con  cui gli anziani hanno trascorso piacevolmente tanti pomeriggi, e con cui le famiglie trascorrevano del tempo di qualità davanti alla tv consapevoli che, se c’era lui alla conduzione, non sarebbe successo nulla che potesse torbare la loro serenità.

Centinaia, migliaia i messaggi che la cosiddetta “gente comune” ha dedicato all’eterno ragazzo del piccolo schermo. Alcuni molto toccanti, altri più divertenti perchè “sorrideva sempre e quindi anche noi oggi dobbiamo sorridere nel suo ricordo”, ha dichiarato una signora che cercava di farsi forza.

” Fabrizio, non sei volato. Sei solo caduto con stile” ha scritto un fan. ” Svegliarsi il lunedì mattina è difficile di per sè, figuriamoci quando nel farlo scopriamo di avere un sorriso in meno”, il commento di una ragazza. E poi a raffica, uno dopo l’altro, perchè nessuno vuole trascorrere questa giornata senza averlo ricordato:

“Da sconosciuto mi hai accompagnato durante l’infanzia, con la voce di Woody e tutte quelle giornate a vedere senza sosta Toy Story. Crescendo ho imparato che dietro quella voce si nascondeva un uomo di classe, buono e straordinario. Ciao, Fabrizio”.

” I pomeriggi a 11 anni a guardare il Paroliamo”.

” Vi ricordate quando squillava il telefono e andavamo di corsa a rispondere “Europa Europa”? Il ricordo di Fabrizio Frizzi, conduttore-gentiluomo tra i volti più amati della Rai”. 

“Addio Fabrizio, ora saranno gli angeli a godere della tua classe e della tua educazione. Voglio ricordarti col sorriso”.

” Fabrizio era uno “di famiglia”. Entrava nelle nostre case da anni, sempre con simpatia, con garbo ed educazione. Senza disturbare mai. Ecco perché oggi ci sembra di aver perso uno di noi. Uno “di famiglia”, appunto. Riposa in pace, Fabrizio!”

“Per anni ti sei seduto a tavola con noi, all’ora di cena. Eri lo zio buono, che piaceva a mamma e con cui papà si divertiva rispondendo alle tue domande. Grazie per averci fatto sentire una famiglia intorno a quel tavolo”.

C’è da chiedersi quante siano realmente le persone che sono cresciute con lui, che grazie alla sua simpatia hanno trascorso momenti piacevoli, in cui era bello stare in famiglia davanti al “focolare televisivo”.  Purtroppo, l’uomo che ha fatto crescere una generazione, ha una figlia che dovrà crescere senza di lui.

Ma scommettiamo che intorno avrà persone che gli ricordranno, un giorno dopo l’altro, che bella persona era suo padre? Che uomo per bene, onesto, gentile. Ci penserà la mamma Carlotta con il suo amore, lo zio Fabio e tutta quella “gente comune” per cui la piccola Stella sarà “la figlia di Frizzi” a cui tutti si sentiranno in dovere di restituire un pò di gioia ricevuta da in passato da suo papà.

Le ha scritto una giornalista: “Cara Stella, guardo la foto profilo di papà e piango. “Spero di guarire” mi scrisse un mese fa. L’ho sperato tanto anch’io per te, per lui, per la mamma. È dura. D’ora in poi sarà lui la tua stella e continuerà a camminare al tuo fianco”. Non sarà come averlo fisicamente vicino, è ovvio, ma il suo amore le arriverà da tutte le persone che gli hanno voluto bene.  E sono migliaia. Anzi, milioni.

 

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