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L’avete odiata, ora lasciatela in pace. L’ultima battaglia di Yoko Ono “assistita 24 ore su 24”

La vedova del mito della musica è in condizioni di salute fragili, costretta sulla sedia a rotelle. Ritratto di una donna fondamentale, ammirata e detestata

Yoko Ono oggi. A destra, la celebre copertina di Rolling Stone con lei e John Lennon

Yoko Ono oggi. A destra, la celebre copertina di Rolling Stone con lei e John Lennon

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La donna che il mondo ha imparato a odiare 50 anni fa ora è un corpo fragilissimo su una sedia a rotelle. Yoko Ono ha 87 anni portati su una sedia rotelle da cui non può più separarsi. “E’ assistita 24 ore su 24” confermano i familiari, ma non ha perso la ludicità mentale, dice il suo portavoce Elliot Mintz. Sulle reali condizioni di salute dell’artista concettuale che divenne compagna di John Lennon mentre i Beatles erano ad un passo dallo scioglimento, resta però il riserbo. Di lei si sa che vede tre volte alla settimana il figlio Sean, definito “il suo migliore amico”, e che trova il tempo per incontrare gli amici stretti fra i quali ci sono la cantante Cindy Lauper e Jann Wenner, co-fondatore della rivista musicale Rolling Stone. Yoko ha donato di recente 250 mila dollari al Montefiore Center, ospedale del Bronx attivo nell’assistenza dei malati di Covid-19. E continua ad essere custode della memoria di Lennon. 

“E’ stata colpa sua”: storia di un odio

Mai stata facile la vita di Yoko Ono. Figlia di una famiglia benestante giapponese, ridotta sul lastrico dalla distruzione della Seconda guerra mondiale. Poi donna dalla cultura vasta e aristocratica, capace di avere un carattere senza compromessi, conuna volontà di ferro di affermarsi come artista d’avanguardia. Accolta da boati di disapprovazione e stroncature a go go mentre era alla guida del collettivo Fluxus, apprezzato da Andy Warhol ma detestato dai più. Fu l’arte a far incontrare John e Yoko, che divennero inseparabili. Lui si sentiva al contempo pacificato e istigato da lei. La vicinanza di Yoko faceva riscoprire il lato amoroso e romantico a Lennon, già esasperato dalla storia dei Beatles e sempre incalzato dalle sue tensioni interiori risalenti all’infanzia, punteggiate da un sarcasmo feroce.

I Beatles sarebbero finiti comunque, lei non c’entra

Ma era Yoko a mostrargli l’altrove che John cercava, e per molto questo fu la spoletta che fece definitivamente esplodere i Beatles. Via con il bed in, via con le manifestazioni pacifiste, le foto di nudo artistico, via con l’eremo fatto di amore ed arte in cui si aiutavano a vicenda a scacciare i demoni di una vita cattiva. Che comprendevano il rapimento di Kayoko, figlia concepita da lei con il produttore Anthony Morris che le impedì a lungo di vederla. I fan dei Beatles considerano Yoko la vera causa della fine della più amata pop band di tutti i tempi. Lennon disse che i quattro di Liverpool erano già a fine corsa indipendentemente dall’arrivo della Ono nella vita di lui. Non è bastato a far passare quell’ombra, né è bastata la morte di lui, assassinato da un folle nel 1980. Ciò che resta è una vita di memorie, un mito senza tempo, e un corpo fragiissimo sulla sedia a rotelle: “Parla in modo rallentato, ma la sua mente resiste”. 

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