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Lirica: Krief, ‘la mia Aida un oratorio per ruderi, pini e cipressi’  

Denis Krief: La mia 'Aida' un oratorio per ruderi, pini e cipressi

di Pippo Orlando

“Qualcuno mi ha raccontato di un’idea di ‘Aida’ con pantere e gazzelle. La mia sarà un oratorio per pini, cipressi, ruderi meravigliosi e ‘carne cotta’ a puntino dopo le temperature di questi giorni durante le prove“. Il regista Denis Krief, francese ma di formazione cosmopolita, come sempre non lesina l’ironia e racconta il suo allestimento del capolavoro di Giuseppe Verdi che giovedì 4 luglio prossimo alle Terme di Caracalla inaugurerà la stagione estiva di opera e balletto del Teatro dell’Opera di Roma.

‘Aida’ e Caracalla sono un binomio iconico per i romani, ma in questa produzione non ci saranno animali“, dice il sovrintendente Carlo Fuortes, gettando probabilmente acqua sul fuoco delle aspettative di gran parte dei romani, tra i quali si favoleggia di passate edizioni del capolavoro di Verdi alle Terme, incredibilmente popolate da legioni di animali, compresi i ‘mitici’ elefanti, in una lettura a dir poco ‘circense’ della scena del trionfo.

Ecco perché Krief, in coro con Fuortes, non esita a definire ‘Aida’ a Caracalla “un incubo per un regista“. Qual è la soluzione allora? “Non si devono scopiazzare le produzioni altrui, passate, presenti e future – ironizza il regista – ma riflettere per capire che ‘Aida’ non ha più la drammaturgia delle precedenti opere verdiane, dove tutto era azione e sulle quali ombreggiavano i geni di Shakespeare e Schiller, ma guarda più al grand Opera francese e in fondo è una specie di oratorio, un po’ come il ‘Samson et Dalila’ di Saint-Saens. E’ frutto di una sperimentazione verdiana – aggiunge il regista – tanto che dopo ‘Aida’ Verdi dichiara di non volere più scrivere opere. Per fortuna, nostra e sua, le cose sono andate diversamente…”.

E se la partitura presenta complessità estreme dal punto di vista musicale e vocale, “la semplicità psicologica dei personaggi, che sono quasi delle silhouette, è estrema. Tranne nel terzo atto dove ‘Aida’, per carpire un segreto all’uomo che ama obbedendo alla ragion di Stato, si trasforma in una potente seduttrice“. Poi c’è la scena del trionfo: “Per quella – dice Krief – non c’è regia possibile perché è assurdo inventarsi storie dove non ce ne sono. Basta lasciar andare la musica”.

E la musica di ‘Aida’ ha tutto, dal grandioso della scena del trionfo, “dove l’organico orchestrale è gigantesco e prevede perfino le trombe egizie, al cameristico dove in molti punti Verdi vuole dei pianissimi che segna in partitura con una sfilza di ‘p’“, dice Jordi Barnàcer, il direttore d’orchestra che salirà sul podio di Caracalla alla guida delle compagini dell’Opera di Roma.

“Sono due mondi che vanno di pari passo e che non sono incompatibili“, spiega Barnàcer, sottolineando la “straordinaria modernità di Verdi che in quest’opera, con grande anticipo sui tempi, inserisce elementi che diventeranno peculiari dell’impressionismo francese molto più tardo. Verdi, come tutti i grandi, non ha tempo – dice il direttore d’orchestra – e ogni nota è sempre attuale perché sempre attuali sono i temi che affronta. Abbiamo bisogno di questa musica, e anche i giovani cominciano a capirlo – conclude – grazie all’enorme attività in questo senso che teatri lirici e istituzioni concertistiche stanno facendo”.

Nel cast si alterneranno Vittoria Yeo e Serena Farnocchia (5, 7, 13, 31 luglio e 3 agosto) nel ruolo di Aida, Alfred Kim e Diego Cavazzin (5, 7, 13, 24, 31 luglio e 3 agosto) in quello di Radamès, Judit Kutasi e Silvia Beltrami (5, 7, 13, 31 luglio e 3 agosto) per Amneris, Adrian Sâmpetrean e Alessio Cacciamani (5, 13, 18, 24, 31 luglio e 3 agosto) saranno Ramfis. Con Marco Caria si alterna nel ruolo di Amonasro Andrii Ganchuk (5 e 7 luglio) che, come Domingo Pellicola (Un messaggero) e Rafaela Albuquerque (Gran Sacerdotessa), fa parte di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Il Re è Gabriele Sagona.

Il Coro è diretto dal maestro Roberto Gabbiani. La coreografia di Giorgio Mancini è interpreta dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Dopo la prima di giovedì 4 luglio, ‘Aida’ sarà replicata venerdì 5, sabato 6, domenica 7, venerdì 12, sabato 13, giovedì 18, mercoledì 24, mercoledì 31 luglio e sabato 3 agosto. Tutte le rappresentazioni inizieranno alle ore 21. L’opera avrà i sottotitoli in italiano e in inglese.

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