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Loredana Berté, Mimì e quella verità scomoda: “Resto’ chiusa in soffitta “

 

Quarant’anni di carriera vissuti al massimo e una vita contrassegnata da un grande dolore, di quelli che si anestetizzano con una sbornia, ma poi riemergono. Eppure, Loredana Berté, ex tigre ora araba fenice della musica italiana, c’è e rilancia: il 2016 sarà l’anno della sua grande rinascita, musicale in primis. Il ritorno discografico attesissimo proprio per gennaio è sancito da un nuovo album prodotto da Fiorella Mannoia, che si intitolerà “Amici non ne ho… ma amiche sì”. “È la prima volta che produco il disco di una collega. Loredana mi ha dato un’enorme responsabilità. È una grande cantante e ha tutto il diritto di riprendersi il posto che le spetta”, ha dichiarato la collega “rossa”.

40 anni di carriera e un album in arrivo – In un’intervista al quotidiano La Stampa, Loredana Berté ha spiegato che l’album vuol essere “un tributo ai miei quarant’anni di carriera, in duetto con tante colleghe. Fiorella è stata così brava…”. Il titolo nasce da un’idea della Mannoia e richiama un celebre brano, appunto: “Amici non ne ho… amiche sì”. Difatti, saranno proprio le amiche cantanti di Loredana le vere protagoniste attraverso alcuni duetti nati sulle note dei più grandi successi targati Berté. Ci sarà Patty Pravo, Emma Marrone con il brano “Non sono una signora”, ma anche Paola Turci, Irene Grandi, Nina Zilli, Noemi, Gianna Nannini e Bianca Atzei. E, ovviamente, non mancherà il duetto duetto con Fiorella Mannoia. Ci sarà anche un brano firmato da Luciano Ligabue. “Grazie a Ligabue per il bellissimo pezzo che mi ha regalato, scrive Loredana nella sua pagina Facebook, e massimo rispetto per una leggenda rock come lui”.

A Sanremo, 30 anni dopo l’esordio – E il 2016 della nuova Berté prevede anche il ritorno a Sanremo. Una partecipazione che mette già i brividi, quasi un successo annunciato, e che arriva 30 anni dopo quel contestatissimo esordio sul palco dell’Ariston. Era il 1986 quando con il brano “Re”, la cantante di Bagnara Calabra portò in scena una coreografia pensata per le da Franco Miseria, in cui simulava una finta gravidanza. Le polemiche che seguirono furono tante e lei le giustificò sempre seraficamente. “Non era il pancione che doveva stupire, disse, era il fatto che io cantavo ballando, cosa che non è certo facile e che pochissimi sono in grado di fare”. 

L’autobiografia senza veli – Un’altra cosa non facile da fare, Loredana Berté l’ha fatta, pubblicando “Traslocando… È andata così”, l’autobiografia appena arrivata nelle librerie il cui titolo richiama un suo album del 1982. Nel volume, la cantante ha raccontato la sua vita ai limiti senza censure di sorta: i successi, le grandi collaborazioni, ma soprattutto la famiglia, gli amori, le grandi amicizie. E non sono mancate le rivelazioni shock, le accuse non proprio velate ad un papà violento, il dolore per l’amata sorella Mimì (Mia Martini). Un libro vero, estremo, per certi versi spietato. Proprio come la vita di Loredana Bertè.

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