Prima Pagina>Spettacolo>Marco Giallini: “Mia moglie era tutto. Non ho potuto dirle neanche ciao”
Spettacolo

Marco Giallini: “Mia moglie era tutto. Non ho potuto dirle neanche ciao”

L’attore romano, a pochi giorni dall’uscita del suo ultimo film “Io sono Tempesta” di Daniele Luchetti, ha ripercorso i momenti più difficili della sua vita

Un’adolescenza come tante altre raccontata con la semplicità di chi ne ha viste molte nella vita: da quanto sbarcava il lunario facendo l’imbianchino al primo provino,  dalla morte improvvisa della moglie al rapporto con i figli. Il destino ha messo lungo il cammino di Marco Giallini varie difficoltà che l’attore ha affrontato con dignità e senza paura, come gli ha insegnato il padre.

“La vita mi ha colpito, ma raccontarlo mi sembra inutile perché sembra che certe cose siano successe solo a me. E non è vero. Lo stesso vale per l’infanzia. A parte alcune cose brutte, è stata bellissima. Il pane che non si buttava e si ricucinava in mille altri modi? Intorno a noi lo facevano tutti. I miei non ce l’hanno fatto mai pesare, anche perché io pensavo che la vita fosse solo quella. Non avere e non possedere nulla”

Marco Giallini

La scomparsa della compagna Loredana è stato un colpo micidiale che ha lasciato una cicatrice profonda.

“Per me è stata tutto. La madre dei miei figli, la donna con cui sono stato per trent’anni e che, dopo essersi sentita male, se ne è andata dalla mattina al pomeriggio senza che io le abbia potuto dire neanche ‘ciao’. La sua morte è un evento che né io né i miei figli abbiamo mai metabolizzato. Non ne abbiamo mai parlato. Non siamo mai andati al cimitero insieme, anzi, in 7 anni, al cimitero sono andato due volte in tutto. Le fotografie le ho a casa, ma non le guardo, non è roba per me perché lei è ovunque, nei ricordi, nelle stanze, nei viaggi a Barcellona che non farò più”.

Nel corso della sua carriera Giallini ha interpretato oltre settanta ruoli, tra cinema, televisione, videoclip e cortometraggi, ma ha ammesso di aver fatto pochissimi provini. “Nella mia vita, ne avrò sostenuti cinque in tutto. Non andavo, mi dava fastidio bussare alle porte, non volevo vedere sul volto degli altri l’imbarazzo. A me i David non li danno. Ovviamente mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Evidentemente non sono di moda, ma non ambisco a esserlo”.

Marco Giallini con il figlio

Il ruolo più difficile Giallini lo ha dovuto interpretare all’interno delle mura domestiche per crescere da solo i suoi figli. “Non ho avuto mai il bisogno di dare neanche una sculacciata. Basta la voce. Mio padre non mi ha mai sfiorato neanche con un dito. Mi diceva:quando ti chiamo io, ti devi fermare come si ferma Bobby. Un cane. Io questa storia ai miei figli non l’ho mai raccontata, ma loro l’hanno capita lo stesso. Si vede che ce l’avevano dentro”.

Ragazzi che comunque hanno contribuito a dare forza all’attore cinquantenne, che ha dovuto fare loro sia da padre che da madre, permettendogli di non escludere l’arrivo di un nuovo amore. “Sono ragazzi speciali. Se arriva una ragazza non salgono al piano di sopra ma mi chiedono sorridendo: “Sei solo papà?”. Poi mi fanno l’occhiolino e mi sorridono. Abbiamo una sorta di amicizia. Quando dicono che non devi essere amico dei figli sorrido. Non sono io a essere amico loro, sono loro che sono amici miei”.

Marco Giallini locandina del film

 

Rispondi