Si conclude dopo 5 anni tour musicale di Tosca al castello di Santa Severa

Si conclude dopo 5 anni il tour di Tosca, ‘Appunti musicali’ dal mondo’, il 7 settembre al Castello di Santa Severa

Un tour di cinque anni intensi e ricchi di grandi soddisfazioni. Duecento concerti in cinquantasei mesi che l’hanno portata in lungo e in largo per l’Italia e in giro per il mondo tra Tunisia, Algeria, Portogallo, Brasile e Francia. Si chiude il 7 settembre, nell’ambito della rassegna ‘Sere d’Estate al Castello di Santa Severa’, il viaggio di Tosca partito nel 2014 con ‘Il suono della voce’ e proseguito nel 2017 con ‘Appunti musicali dal mondo’.

Un lungo cammino senza frontiere intorno alla musica e alle parole che si è arricchito nel tempo di collaborazioni illustri con Ivano Fossati, Danilo Rea, Gabriele Mirabassi, Nicola Piovani, Germano Mazzocchetti, Joe Barbieri, Gegè Telesforo, Guinga.

“Quando ho inciso questi due album, non avrei mai immaginato la meraviglia che mi aspettava – ha dichiarato Tosca – Avevo sottovalutato la potenza e la bellezza della musica. Una pelle di mille colori che è insieme incontro, mescolanza, amicizia, sangue. La sua potenza è incredibile, va dove vuole e io mi sono solo lasciata guidare. Ho cantato in venti lingue e dialetti differenti – ha aggiunto -sono entrata in teatri, riserve naturali, festival e club storici e ho incrociato sguardi, sorrisi, stretto le mani di tantissime persone”.

“Il calore del pubblico mi ha accompagnata in questo doppio progetto – ha proseguito Tosca- che ad ogni tappa si arricchiva sempre di più. Ora mi concedo una pausa prima di ripartire per un nuovo viaggio che mi porterà ad esplorare nuovi percorsi”.

Cantante e attrice eclettica, da sempre affascinata dalle musiche popolari del mondo, Tosca ha fatto sue quelle radici sonore che ogni cultura da lei approcciata ha saputo donarle. Rimettendo insieme le tappe più significative di questo suo cammino artistico è nato un viaggio in acustico attorno alla Terra, un mosaico musicale tanto variegato quanto armonioso. Uno spettacolo di suoni e parole che conduce l’artista e lo spettatore attraverso un percorso poetico ed emozionante, anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro.

Un ‘racconto in musica’, poetico e vibrante, che passa da un fado portoghese a una ninna nanna giapponese, da un canto sciamano a un tradizionale dei matrimoni yiddish, da una ballata zingara fino ad approdare alle nostre sponde della musica d’autore e popolare napoletana, romana e siciliana, con uno straordinario omaggio alla canzone romana che da tempo Tosca valorizza oltre i confini laziali.

“Mi considero una discepola di Gabriella Ferri – ha raccontato ancora – E se faccio questo mestiere lo devo a lei”. Pezzi rari e melodie introvabili, contaminazioni con altre culture intrecciate alle nostre radici, in una serata che per l’occasione abbraccerà anche grandi classici della tradizione italiana e canzoni dal suo repertorio come ‘Il suono della voce’, brano scritto da Ivano Fossati che dà il titolo al suo ultimo album in studio.

Il tutto legato da un percorso drammaturgico attraverso le parole di grandi poeti del mondo, creato per l’occasione dal regista Massimo Venturiello. Insieme a Tosca sul palco grandi maestri polistrumentisti come Giovanna Famulari al pianoforte e violoncello, Massimo De Lorenzi alle chitarre e le giovanissime e talentuose sorelle Alessia e Fabia Salvucci, alle percussioni e ai cori.

“Si dice che in un momento di sbandamento etico e sociale, l’unica ancora di salvezza siano proprio le nostre radici – ha aggiunto – Così quando mi sento persa, e non vedo via d’uscita, sprofondo negli abissi delle ‘tradizioni’ e mi sento al sicuro, e appartenente a qualcosa di più grande e improvvisamente…sorrido”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Rispondi