Vincitore a sedici anni, nel 1966, del premio Čajkovskij, Sokolov è un antidivo, un musicista che ha percorso la sua lunga carriera in maniera molto concentrata pur essendo uno dei nomi più importanti della sua generazione. Le caratteristiche che lo contraddistinguono sono la varietà timbrica, che gli consente di utilizzare una tavolozza di colori ricchissima e una tecnica infallibile che rende unica ogni sua esecuzione.
Il programma ceciliano si apre con la musica di Beethoven di cui Sokolov eseguirà la Sonata n. 3 op. 2 – compendio del repertorio virtuosistico del giovane compositore che nei primi anni del trasferimento a Vienna conquista il favore del pubblico dando concerti in cui mostra le sue doti di virtuoso della tastiera – e le Bagatelle op. 119, brevi pezzi dalla struttura formale semplice, che alternano movimenti di danza a linee musicali cantabili, composti in un arco di tempo che va dall’ultimo decennio del Settecento e il 1822 (data a cui si riferisce il completamento della raccolta).
La seconda parte del concerto è tutta incentrata sui Klavierstücke op. 118 e 119 di Brhams, pezzi brevi e intensi scritti tra il 1892 e il ’93 nei quali il compositore ormai sessantenne esplora il pianoforte in maniera intima ed espressiva.
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