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Musica: ‘Transiberiana’, dopo 25 anni torna il prog rock del Banco  

'Transiberiana', dopo 25 anni torna il prog rock del Banco

“Transiberiana”, l’attesissimo album di inediti del Banco del Mutuo Soccorso esce sul mercato mondiale il 10 maggio 2019 per l’etichetta internazionale Inside Out Music/Sony Music Group, e segna il ritorno della band a 25 anni di distanza dall’ultimo lavoro da studio, “13”. Dopo tutti questi anni e la scomparsa di due tra i componenti storici del gruppo, il Banco torna per ribadire il proprio ruolo storico di protagonisti della scena prog rock italiana ed internazionale.

Come se un disegno superiore accompagnasse la vita del gruppo guidato da Vittorio Nocenzi, un disegno a tinte forti, spesso con prove da superare mettendo il cuore oltre ogni ostacolo, la storia del Banco va avanti, grazie alla determinazione e all’ispirazione compositiva del suo fondatore, figura carismatica. Il desiderio di continuare una strada che profeticamente è stata pensata come “un’idea che non puoi fermare” è stato fortificato dalla vena creativa di Nocenzi, ancora intatta, e addirittura rinvigorita dalla nuova linfa di Michelangelo Nocenzi e di Paolo Logli, e dal contributo fondamentale di una famiglia di musicisti all’apice della loro maturità e sempre più consapevoli nel ricreare attraverso il nuovo quel che pareva unico e mai più ripetibile.

Le undici nuove composizioni che danno vita a “Transiberiana” sono il riflesso di tutta la carriera del Banco e di ciò che la band è al giorno d’oggi, l’altra faccia di una storia che continua e che fa proprio il tempo nuovo. “Transiberiana” è un viaggio autobiografico, un intero tragitto metaforico vissuto in prima persona nel corso degli anni. Un viaggio fatto di moltissimi incontri, ricco di presenze, di avventure e di incidenti. “Per la prima volta è arrivato prima il titolo, poi la musica. Ci ho riflettuto a lungo, volevo trovare un titolo che rappresentasse tutto questo, sul quale costruire il racconto della mia vita di compositore e di essere umano”, racconta Vittorio Nocenzi.

Tutte le composizioni portano la firma di Vittorio Nocenzi e di suo figlio Michelangelo; i testi sono scritti dallo stesso Nocenzi e da Paolo Logli. La nuova musica e i nuovi testi sono nati così, da un humus di “famiglia”, perché a parte la vicinanza con la storia del Banco di Michelangelo, pianista e batterista, per ovvie ragioni “cresciuto a pane e Banco”, anche per Paolo Logli la conoscenza del gruppo è trentennale, faceva parte della famiglia in modo profondo, con una vicinanza emotiva che lo ha portato a diventare amico personale di Francesco e di Vittorio, ormai da decenni.

“Transiberiana – commenta Vittorio Nocenzi – è stato un lavoro speciale. Ero completamente concentrato sulla nuova opera contemporanea del Banco, ‘Orlando’, quando mi è stato chiesto di realizzare un nuovo album inedito, che potesse rispondere con chiarezza alle aspettative del nostro pubblico sulla nostra volontà di far proseguire la storia del BMS. Il primo obiettivo era il titolo, la storia. E quando fra varie ipotesi è nata Transiberiana, ho capito che era la storia giusta: affascinante, misteriosa, piena di simboli e potenzialità di racconto. E da questa ‘visione’ sono usciti di fila gli undici brani, uno per ogni momento dello storyboard. Il viaggio della vita! Un bellissimo argomento da trattare e musicare, fatto di biografia, di sogni, di ideali, di realtà, di meraviglia, di stupore, di paure e timori… Spero che tutto questo siamo riusciti ad esprimerlo, perché c’è molto di vero in quello che abbiamo scritto, c’è molto di noi oggi, in questo momento di disorientamento, in cui tutto sembra difficile e avvelenato dal cinismo, dal materialismo… Sembra che per la poesia non ci sia più spazio… Invece non è così: la poesia è vita, è sentimento, è visione di un futuro diverso! Ed anche la musica è visione, anzi è la sorella della pittura, perché, come diceva Leonardo, è figurazione dell’invisibile!”, sottolinea ancora Nocenzi.

Quarantasei anni intercorrono tra il “Salvadanaio” e “Transiberiana”, anni di mutamenti profondi nella società, nel costume e nel gusto. Cambiamenti percepibili nel nuovo lavoro, senza che però il Banco abbia perso la sua essenza originale, il suo approccio fuori dagli schemi, lontano dal luogo comune, d’avanguardia pur mantenendo un legame viscerale con le radici della musica.

“Siamo davvero onorati di poter lavorare con una delle più importanti e leggendarie prog band italiane. Dopo i fasti del passato, sono certo che con questo nuovo album contribuiremo ad un rinnovato successo della band”, afferma Thomas Waber, Presidente Inside Out Music. Mentre Paolo Maiorino, General Manager Strategic Marketing & Catalogo di Sony Music Italia, aggiunge: “L’idea di questo percorso artistico nacque nel 2012 con Francesco e Vittorio. Cominciammo col riposizionare il Banco ai livelli di eccellenza che gli spettavano lavorando insieme a progetti discografici . Poi la vita come spesso accade ti mette di fronte a perdite dolorose, che ti fanno sprofondare nell’oblio del senso di mancanza per qualcuno che hai amato, col quale hai condiviso un percorso di vita e di lavoro e che improvvisamente viene meno. Francesco prima, Rodolfo un anno dopo. Abbiamo barcollato tutti, fatto fatica ad accettare una realtà profondamente ingiusta ma poi ha prevalso la determinazione di continuare quella strada intrapresa con loro ancora con noi. ‘Transiberiana’ è nato dalla volontà ferrea di Vittorio di non lasciarsi sopraffare dallo sconforto e dedicarsi completamente ad un nuovo progetto musicale che in qualche modo portasse avanti il percorso del Banco nel rispetto e nel ricordo di chi non c’è più e, consentitemelo, citando il titolo di un album dal vivo che pubblicammo nel 2014, all’indomani della scomparsa di Francesco Di Giacomo, perché questa è un’idea che non puoi fermare”.

Queste le undici tracce che compongono il nuovo lavoro: Stelle sulla terra; L’imprevisto; La discesa dal treno; L’assalto dei lupi; Campi di Fragole; Lo sciamano; Eterna Transiberiana; I ruderi del gulag; Lasciando alle spalle; Il grande bianco; Oceano: Strade di sale.

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