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Netflix schiera Baggio contro Totti  

Netflix schiera Baggio contro Totti

Roberto Baggio

(Di Giannandrea Carreri) – Passa per il calcio, anzi per i calciatori, il confronto in Italia fra le grandi società di streaming: Amazon Prime schiera Totti e Netflix risponde con Baggio. Nella stessa giornata infatti in cui Amazon Prime annuncia che Francesco Totti è fra i protagonisti serie non-fiction ‘Celebrity Hunted – Caccia all’uomo’, prodotta in Italia da Endemol Shine Italy per Amazon, Netflix mette sul tavolo un accordo con Mediaset, per ora “sperimentale”, per la produzione di sette film, uno dei quali sarà la biografia di Roberto Baggio, disponibili l’anno prossimo come l’anno prossimo sarà offerto dalla concorrenza ‘Celbrity Hunted’. La contrapposizione calcistico-televisiva è suggestiva ma, naturalmente, non sarà puntuale: i due prodotti appartengono in realtà a proposte di intrattenimento diverse, entrambi però sono indice dell’attenzione verso l’italia nella grande caccia a contenuti originali aperta dai colossi dello streaming di film e serie tv.

Netflix e Mediaset hanno annunciato il loro accordo specificando che Netflix investirà in “contenuti italiani”, compresi questi film, 200 milioni di euro. Le prime produzioni frutto dell’accordo dovrebbero essere trasmesse da Netflix già l’anno prossimo, 12 mesi dopo la trasmissione da parte di Mediaset, su Canale 5 nelle intenzioni salvo ripensamenti alla luce del risultato finale. Non è escluso, ma neanche previsto, un passaggio in sala dei film in questione. I primi cinque film che verranno realizzati nell’ambito della partnership affronteranno un’ampia varietà di materie e generi: dall’amore teen in ‘Sotto il sole di Riccione’ e ‘Sulla stessa onda’, alla biografia calcistica di Roberto Baggio in ‘Il Divin Codino’, all’amicizia tra un ultrà e un ragazzo in ‘Al di là del risultato’ fino alla storia di amore e lotte contadine de ‘L’ultimo paradiso’.

“Siamo entusiasti di lavorare con Mediaset, uno dei broadcaster più importanti in Europa, per dare vita a una serie di film ‘Made in Italy’ realizzati da produttori italiani indipendenti – ha affermato il Ceo di Netfilx, Reed Hastings, presentando l’accordo in una sala della Galleria Arte Moderna di Roma – lavoreremo sia con nuovi professionisti, che finora non hanno avuto la possibilità di raccontare le loro storie al mondo, sia con attori e registi noti e affermati anche a livello internazionale. L’Italia ha una lunga tradizione cinematografica e siamo certi che questi film possano essere apprezzati dal pubblico globale”. L’ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi, che non ha potuto partecipare all presentazione, ha sottolineato che “nel prossimo futuro, grazie alla dimensione del nostro progetto europeo Mfe – MediaForEurope punteremo a rafforzare accordi come questo, un’ottima notizia per tutta l’industria del cinema e della produzione italiana. Unendo le capacità di Mediaset e la forza di Netflix potranno arrivare nuovi investimenti e nuove opportunità per il sistema”.

Le opportunità, intanto, sono i cinque film in cantiere che fra gli altri schierano, oltre al Baggio-personaggio di ‘Il Divin Codino’, un inedito Riccardo Scamarcio interprete e produttore di ‘L’ultimo Paradiso’, e un Enrico Vanzina sceneggiatore di ‘Sotto il sole di Riccione’ che, dice, “non è solo una nuova visione di commedia romantica per l’Italia e dall’Italia, ma riunisce anche un team di giovani creativi e talenti, davanti e dietro la macchina da presa, me compreso”. Scamarcio invece spiega che in ‘L’ultimo paradiso’ si racconta ”la lotta di contadini pugliesi contro un latifondista con protagonista Ciccio Paradiso che guida la rivolta e si innamora della figlia del latifondista”.

In attesa dei film Made in Italy Netflix ha deciso, ma non indica tempi precisi, che varerà una società con domicilio fiscale in Italia che risolverà quindi l’annosa questione del pagamento delle tasse di Netflix nel nostro Paese. Un Paese dove netflix ha due milioni di abbonati, in crescita, e dove investirà in due anni 200 milioni di euro in contenuti originali. Nessuna preoccupazione, infine, per il livello di indebitamento della società, secondo Hastings, così come nessuna intenzione, per ora, di aprire uno studio in Italia. Quanto al futuro del rapporto con Mediaset, l’accordo per sette film potrebbe essere il preambolo per qualcosa “piu’ solido e più duraturo”, esteso magari ad altri paesi, Spagna in testa, come ha spiegato Salem. Un futuro che potrebbe andare oltre il prodotto film per puntare su altri contenuti di intrattenimento.

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