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Rai, Foa: “Palinsesto più difficile della storia recente dell’azienda” 

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Rai, Foa: Palinsesto più difficile della storia recente dell'azienda

(Fotogramma/Ipa)

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Questo è il palinsesto più difficile nella storia recente della Rai. Noi abbiamo operato in emergenza, con grande passione, con grande dedizione: è uscito lo spirito migliore della Rai in questi mesi e io sono convinto che sebbene la preparazione del palinsesto autunnale sia stata molto complicata per la chiusura dei set, per la difficoltà di avere pubblico in sala, per la difficoltà di progettare, sarà palinsesto

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all’altezza delle aspettative, con una forte valenza di servizio pubblico, una forte consapevolezza dell’importanza della Rai e con una voglia di essere davvero globali e inclusivi anche in termini di comunicazione perché noi tv ma siamo anche radio, siamo anche digitali. Questa è la rotta che l’ad ha disegnato e noi la assecondiamo e la seguiamo”. Lo ha detto il presidente della Rai, Marcello Foa, aprendo la presentazione dei palinsesti autunnali dell’azienda, dagli studi di via Asiago a Roma.

Con i nuovi palinsesti Rai “vogliamo accendere motore della ripartenza e tenerlo su di giri” tenendo ben presente la “mission ineludibile di servizio pubblico”, ha detto dal canto suo l’ad Rai, sottolineando: “Non a caso apriamo la presentazione palinsesti con l’offerta per i ragazzi”. “È stato un periodo complesso – ha detto Salini parlando della preparazione dei palinesti – periodo estremamente difficile in cui dipendenti Rai hanno agito mettendo in sicurezza l’azienda e hanno garantito una programmazione anche più ampia e articolata. Nel periodo del lockdown noi abbiamo anche sperimentato, proponendo una programmazione che ha anche stupito a casa perché anche sull’emergenza abbiamo costruito, inventato e sperimentato nuovi formati. E questo è un motivo di orgoglio e di grandissima soddisfazione per il servizio pubblico che rimane la nostra meta. Non possiamo assolutamente dimenticarci i nostri obblighi di inclusività, coesione sociale, memoria, futuro, ragazzi”.

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