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Sanremo, Cei su Junior Cally: “Trasgressione per l’audience” 

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Sanremo, Cei su Junior Cally: Trasgressione per l'audience

(Fotogramma)

di Elena Davolio

“Trovo strano che una competizione canora con una tradizione alle spalle sia diventata sempre più terreno di polemiche costruite apposta per creare audience“. Lo denuncia monsignor Giovanni d’Ercole, segretario della Commissione episcopale per la Cultura e le comunicazioni sociali, a proposito della scelta del rapper sessista tra gli artisti della kermesse di Sanremo. Interpellato dall’Adnkronos, dice il vescovo riferendosi alle 20mila firme raccolte in queste ore per chiedere l’esclusione di Junior Cally: “Non sottoscrivo petizioni semplicemente per non contribuire ad amplificare una inutile pubblicità però dovremmo tutti riflettere su dove stiamo andando e su cosa lasciamo ai ragazzi“.

Dice con chiarezza il vescovo: “Se, affinché un evento possa avere audience c’è bisogno di ricorrere a una trasgressione sempre più trasgressiva, non so dove arriveremo”. Da qui il suo appello a iniziare “una buona volta ad azionare il cervello e a ragionare e a pensare seriamente su cosa si stia lasciando in eredità ai giovani che non ne vogliono sapere di tutto ciò”.

Il quotidiano dei Vescovi ‘Avvenire’ si è scagliato contro Sanremo e la Rai, sostenendo che “sembrano avere dimenticato qual è il vero ruolo che ancor oggi hanno”, in quanto “vetrina televisiva più importante del Paese”. “Sono molto preoccupato per l’eredità che verrà lasciata ai nostri giovani”, conclude D’Ercole.

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