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Sardine, Guccini: “Troppo vecchio per esserlo” 

Sardine, Guccini: Troppo vecchio per esserlo

Francesco Guccini non sarà una sardina. A dirlo è proprio il Maestrone, intervistato ieri sera da Diego Bianchi per Propaganda Live. Il cantautore emiliano spazia dal movimento nascente che sta conquistando le piazze d’Italia passando per Renzi, fascismo, Pci e le imminenti elezioni regionali.

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Sono

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troppo vecchio per essere una sardina“, spiega Guccini parlando della piazza di Castelnuovo riempita a poca distanza da quella leghista. E Salvini? “Penso che sia molto furbo – spiega -, bravo perché ha portato un partito piccolo” a crescere. “Quelli della Lega – continua – sono molto avvertiti su quello che accade, non gli sfugge nulla. Hanno un sistema di informazione e propaganda. Un mio amico vent’anni fa era sindaco comunista di un paese, ora il sindaco di quel paese è leghista. Gli ho detto che molti del Pci da loro erano un po’ leghisti dentro, la trasformazione non è stata così radicale. Avevano delle basi dentro di loro. Solo per citarne una la paura degli extracomunitari. C’era qualche cosa dentro di loro e ce l’avevano già da comunisti”. Ora, dice, “non ci sono più le classi dirigenti di una volta. Manca personalità, carisma, forse anche contenuti. Sono di sinistra ma – racconta – non sono mai stato del Pci. L’ho votato, certo, ma non avevo la tessera“.

Guccini rivela poi una ‘passione’ inedita, quella per la vecchia Radio Padania: “L’ascoltavo con un certo divertimento e me la ascoltavo per andare a sentire la vecchia Lega”. E su Fratelli d’Italia colpisce duro: “Conosco anche molte canzoni fasciste, essendo nato nel 1940. Quelli come Fratelli d’Italia o i neonazi vorrebbe riportarci al fascismo, ma sono troppo pochi, non ce la faranno”. Poi il passaggio su Renzi e Italia Viva. Per Guccini si tratta di una “ennesima scissione, non so in cosa speri. Non mi ha mai convinto, infatti votai Bersani alle primarie. Questo continuo pungolare il governo è un gioco assurdo, lo fa per soddisfazione personale, per far vedere che c’è, che conta ancora”.

E alla fine arriva “l’endorsement” per il voto in Emilia Romagna: “Bonaccini sicuramente, la Borgonzoni non ha convinto neanche suo padre. Son cose loro, ma vuol dire qualcosa”.

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