E’ iniziato il processo contro l’ex icona sexy del cinema italiano, accusata insieme al suo compagno di aver “steccato” un hotel di lusso

I guai giudiziari di Serena Grandi sembrano non finire mai. Dopo essersi vista pignorare la casa ed essere stata rinviata a giudizio per bancarotta fraudolenta appena due anni fa, eccola di nuovo in Tribunale a rispondere di una “bravata” risalente all’anno scorso. L’attrice e il suo compagno Luca Iacomoni, secondo l’accusa, avrebbero trascorso la notte in un relais di lusso Arezzo e sarebbero andati via senza pagare il conto di 741,59 euro. I fatti risalgono al 25 giugno del 2018: la Grandi, all’anagrafe Serena Faggioli, e il compagno sono stati denunciati dalla società che gestisce la struttura. Il processo (a condurre l’accusa è il pm Bernardo Albergotti), è iniziato qualche giorno fa con la richiesta di costituzione di parte civile da parte della società che gestisce il resort, ed è stato poi aggiornato al 25 giugno 2020 per ascoltare i testimoni e infine per la sentenza.

Il precedente: la casa pignorata per “due padelle”

Non è la prima volta che l’attrice è costretta a difendersi davanti ad un Tribunale. Due anni fa, dopo esser riuscita a rilanciare la sua immagine grazie alla partecipazione al Gf Vip e dopo aver fatto pace con la “rivale” Corinne Clery, sembrava che le cose per lei avessero ripreso a girare bene. Ed invece, come un fulmine a ciel sereno arrivò l’accusa di bancarotta fraudolenta per aver sottratto dal suo ristorante (già fallito) “La locanda di Miranda”, alcuni utensili da cucina. “Mi hanno sequestrato casa per due padelle e una forchetta”, aveva commentato in quell’occasione la Frandi. L’attrice aveva venduto il suo locale ma i nuovi proprietari avevano lasciato dei conti non pagati e per questo sarebbe risultata lei la proprietaria dell’esercizio sulla quale il tribunale fallimentare si è rivendicato procedendo con il pignoramento della sua abitazione a garanzia dei creditori. 

L’arresto per droga nel 2003

In passato l’ex sex symbol del cinema italiano dovette difendersi anche dall’accusa di spaccio di cocaina. Era il 2003 quando il nome della Grandi venne inserito in una grande inchiesta denominata Cleopatra e lei fu arrestata mentre si trovava nella sua abitazione. Venne poi prosciolta prima ancora dell’inizio del processo e ammise l’acquisto di stupefacenti per uso personale e riunioni di gruppo in minime quantità. Nel 2011, sarebbe poi stata risarcita per detenzione ingiusta con 60mila euro. Resta da capire come finirà adesso la vicenda del resort e se Serena Grandi troverà finalmente un po’ di pace.

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