Prima Pagina>Spettacolo>Sergio Cammariere: “Svolta soul-pop pensando al doc su Rino Gaetano”  
Spettacolo

Sergio Cammariere: “Svolta soul-pop pensando al doc su Rino Gaetano”  

Sergio Cammariere: Svolta soul-pop pensando al doc su Rino Gaetano

di Antonella Nesi

Un album che è un inno alla speranza, “per cercare di guardare all’umanità con ottimismo in un momento di grande involuzione”, a partire dal titolo, ‘La fine di tutti i guai‘, ma anche l’album della “svolta soul, con ritmiche più aggressive e sonorità più pop”. Sergio Cammariere racconta così il suo decimo disco di inediti, in uscita il 10 maggio. “Un disco dove i testi sono fondamentali, curati in maniera certosina” dall’amico Roberto Kunstler con cui Cammariere lavora “quotidianamente, scrivendo testi nuovi e aggiornando testi già abbozzati, tanto che abbiamo pronti già abbastanza pezzi per un altro album”, sorride il cantautore. Che è anche al lavoro su “un docufilm su Rino Gaetano”: “Da quando nel 1996 ho scoperto che eravamo cugini (la madre di Rino e il padre di Sergio hanno scoperto all’epoca di essere fratelli, ndr.) ho girato molto materiale. Diciamo che l’ossatura è pronta ma sto cercando dei finanziatori per poterlo finire”, dice.

Intanto Cammariere porterà in tour dal 17 maggio il nuovo album insieme ai suoi pezzi più amati per tutta l’estate. Ci sono già una decina di date (compresa quella del 26 luglio alla Casa del Jazz di Roma): “saranno concerti di tutti i tipi, in duetto, quintetto o con l’orchestra”.

In scaletta ci saranno gli undici brani dell’album che, senza tradire il jazz, raccontano l’amore in tutte le sue declinazioni musicali, nel solco di una grande tradizione che va dalla musica latino–americana e brasiliana, fino al blues e al jazz. “La fine di tutti i guai è quel momento che tutti vorremmo raggiungere, potrebbe sembrare un’utopia vivere una vita senza problemi, ma in questo disco racconto l’amore perché l’amore è quello stato mentale, quel sentimento che aiuta a dimenticare e che ti fa scoprire la bellezza”, spiega Cammariere.

Il disco si apre con il rhythm and blues della trasognata ‘Danzando nel vento’, una canzone capace di parlare con leggerezza di “resistenza”, e che approda in una sofisticata bossa, mentre il classico sei ottavi alla Cammariere caratterizza la romantica e ricercata ‘Ma stanotte dimmi dove stai’. ‘La fine di tutti i guai’ è la title track e primo singolo dell’album, dedicata all’amore universale come unico antidoto alle solitudini. Il brano è accompagnato da un videoclip animato scritto e diretto da Cosimo Damiano Damato, che “rende omaggio a Roma con un messaggio di pace e bellezza, nonostante le buche e la mondezza”, scherza Cammariere. Nel cartoon Cammariere, nei panni di un taxista di notte, come in un sogno, incontra personaggi iconici del mondo del cinema e della musica: da Marilyn a Maria Callas, da Pier Paolo Pasolini a Totò, da Fellini a Ninetto Davoli.

Nella tracklist c’è spazio anche per l’amicizia al centro della nostalgica ‘Il tuo amico di sempre’, per i ritmi solari, la gioia e le atmosfere pasoliniane di ‘Io so’ (“unico brano non inedito del disco, perché la prima versione la cantavo già negli anni ’90 con Britti e Gazzé al Locale”), per l’eros raffinato di ‘Dimmi almeno una parola’, per la scatenata ‘Se conosci il blues’, pezzo che rievoca le atmosfere fumose dei club americani accendendo e sprigionando l’anima più nera. L’energia cede il passo al romanticismo in ‘Solo per te’ e in ‘Mi domando se’, mentre sonorità funky accompagnano ‘La sola cosa vera’ e toni country folk caratterizzano il brano che chiude l’album, ‘Con te sarò’.

Nel disco hanno suonato i musicisti che da sempre accompagnano Sergio nei live: Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Daniele Tittarelli al sax soprano e Bruno Marcozzi alle percussioni. Tra gli ospiti dell’album, il violinista albanese Olen Cesari, il chitarrista brasiliano Roberto Taufic e l’organetto di Alessandro D’Alessandro. Chiudono la sessione di registrazione Alfredo Golino alla batteria (“che ha dato ai brani un sound un po’ più pop”) e Maurizio Fiordiliso alle chitarre elettriche (“volevo la chitarra elettrica perché ormai nessuno la usa più”) .

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Rispondi