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  • BUONGIORNO ITALIA! Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.John Baez

Astori e Mondonico, quel saluto così simbolico alla festa della Fiorentina

di Luca Borioni
Due anni fa la stretta di mano tra due personaggi che hanno lasciato un vuoto nel mondo del calcio ma anche un grande esempio. Con uno stile accomunato dal sorriso e dal senso più autentico della passione sportiva
astori mondonico
Davide Astori ed Emiliano Mondonico

Un’immagine emblematica. Davide Astori ed Emiliano Mondonico che si scambiano un saluto. Accadde alla festa dei novant’anni della Fiorentina, nel 2016. Il capitano faceva da padrone di casa. L’allenatore era un ospite tra i più graditi perché aveva guidato la squadra viola nel 2004 alla riconquista della serie A. Il capitano Astori e l’allenatore Mondonico.

Ora sappiamo che quel gesto stava anticipando qualcosa di irrimediabile e come tale drammatico, al tempo stesso era anche un presagio potente, simbolico ed evocativo. Perché la morte è sempre un evento assoluto e al tempo stesso indefinibile. Chiude una storia e apre altre traiettorie.

Gli addii al capitano della Fiorentina e all’ex allenatore di Torino e Atalanta sono stati dolorosi e accorati. Ma hanno portato in evidenza vicende umane esemplari, esempi in controtendenza capaci di scatenare reazioni inimmaginabili. Come l’afflato comune che ha riunito tanta gente attorno al ricordo di Davide, cancellando i rancori delle rivalità sportive, oppure come la rivalutazione delle parole e delle azioni di Emiliano, al di là dei fatti sportivi.

Due personaggi capaci di sorridere sempre, trasmettendo il giusto senso di leggerezza ai discorsi sulle partite. Due esempi che sono stati amati e che hanno provocato altrettanta passione. Hanno unito un popolo solitamente diviso, hanno dimostrato che alla base di tutto resistono i valori più importanti. Nel dolore della perdita, la consapevolezza di una nuova visione.

Magari, sul piano pratico, nello spirito cordiale e appassionato che deve caratterizzare chi fa sport. E in quello spensierato di chi lo segue, ma anche in quello responsabile e sincero di chi lo racconta. Per tutti può essere un nuovo inizio. Grazie a Davide ed Emiliano.