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Capello: no alla panchina azzurra. "Mancini? Il problema è che manca talento"

di Giulio Verde
L'allenatore è pessimista sulle residue possibilità di Juve e Roma in Champions League: "Con Ronaldo o Messi le spagnole partono già con un gol di vantaggio"
Capello
Fabio Capello quando era ct della nazionale russa (Ipa)

Fabio Capello ripete ancora una volta il suo "no" alla panchina della Nazionale azzurra. "Io prossimo ct? Ho già fatto le mie esperienze in Inghilterra e Russia. L'ultima è stata in Cina, allo Jiangsu Suning, volevo provare ancora una volta ad allenare una squadra. Sono molto felice così", ha detto il tecnico al microfoni di Radio anch'io Sport.

E a proposito della candidatura di Roberto Mancini, ha commentato: "E' sicuramente un allenatore di esperienza, che ha girato il mondo, e questo lo aiuterà nelle relazioni con i giocatori. Ma a questa Nazionale manca di talento".

E ancora: "In Serie A c'è poca qualità. Si impara sempre dai più bravi ma se i giocatori più bravi vengono acquistati dalle società più forti straniere, il calcio italiano non ha dei buoni insegnanti, non ha dei buoni giocatori da cui copiare qualcosa". Il nostro campionato è migliorato "ma ai ragazzi bisogna insegnare a giocare a calcio, a saper controllare la palla. In Italia si parla loro di tattica a 12 anni. In Spagna a quell'età danno sempre e solo il pallone. Bisogna mettere delle persone che insegnano calcio, che sappiano insegnare la tecnica". 

Don Fabio è pessimista sulle possibilità di rimonta di Juve e Roma nei quarti di Champions contro Real Madrid e Barcellona. "Con Ronaldo e Messi partono già da 1-0, sono giocatori sempre determinanti e quest'anno più che mai. Ronaldo è entrato in forma da un paio di mesi e gioca in maniera diversa, da centravanti d'area di rigore, centravanti vero. Messi è l'uomo che inventa. Non do molte possibilità alle due italiane, e questo mi dispiace. Ma le qualità di questi giocatori e le possibilità economiche di queste squadre ormai sono troppo superiori a quella dei club italiani".