ROMA – Una canotta double face. “La mia forza sta in Gesù” e “Black lives matter”. Con Dio e contro il razzismo. David Alaba, 28 anni, difensore del Bayern Monaco ha chiuso la finale da Campione contro il Psg, inginocchiandosi con il suo doppio messaggio. Alaba ha abituato tutti alla sua fede, visto che l’anno scorso andò in vacanza in Grecia con il pastore Jan Kohler, sua guida spirituale, per studiare insieme i versi della Bibbia. Il retro della canotta della serata di Champions era invece per il movimento in difesa dei neri. Una scelta condivisa con dei cuori su instagram, dove il difensore ha postato la foto, dagli amici Boateng e Ribery.

David Alaba ha uno stipendio da 11 milioni di euro ed è diventato uno dei difensori più ambiti, anche dalle italiane, dall’Inter alla Juve. Rummenigge l’ha definito, toccandola piano, il nuovo Beckenbauer: di sicuro Alaba, austriaco con madre filippina e padre nigeriano, ha saputo spostarsi dalla fascia al centro, diventando il penultimo uomo di trincea in una difesa sempre altissima, in nome del pressing tedesco che porta nove uomini nella metà campo avversaria. Dal 2011 gioca a Monaco, con 244 presenze e 20 gol. Poi ogni tanto sbaglia anche lui: guardate l’autogol dopo sette minuti contro il Barcellona, per evitare gli eccessi elegiaci. Sbaglia ma si riprende e vince. Cercando, dato il suo spirito, di aiutare gli altri: guardatevi il suo abbraccio finale a Neymar che gli è scoppiato in lacrime sul petto. Alaba l’ha tenuto stretto stretto (poi si è aggiunto anche Flick nel tentativo di placare la tristezza del brasiliano): lui ha vinto due coppe dei campioni, Neymar una sola.
Fonte www.repubblica.it












