Quello che accadrà oggi a Losanna (su Sky Sport dalle 18) potrebbe essere considerato come la summa teologica e ideologica dell’atletica di Lord Sebastian Coe: una gara adattata ai tempi, ristretta come il più buon caffè del mondo, addirittura ad una sola specialità, e disputata come un “city event”, quindi proiettata alla ricerca di un nuovo pubblico, culturalmente parlando, e di nuovi spazi scenografici, pur restando nei limiti del possibile fedele alla propria tradizione agonistica. Tutto in una sola prova, potremmo dire. Prova, che è anche sinonimo di tentativo, che sconvolgerà le tematiche e i ritmi abituali della Diamond League che quest’anno abbiamo visto nella sua veste classica soltanto a Stoccolma e a Montecarlo (ma anche qui con qualche variante, qualcuna discutibilissima o addirittura inaccettabile) e che rivedremo a Roma per il Golden Gala del 17 settembre. Il concetto di Coe rimane quello: fare di necessità virtù e non chiudere gli occhi e il cuore alle innovazioni, anche ardite. Non sempre funzionerà, ma il rischio fa parte del gioco, come del resto l’atletica insegna (e tutti gli altri sport insegnano: se non si rischia non si progredisce).
A Losanna oggi andrà in scena, anzi in piazza (lo “stadio” improvvisato sarà Place de l’Europe per un massimo di mille spettatori) soltanto il salto con l’asta, maschile e femminile. Con i 400 ostacoli e il lancio del peso, l’asta maschile è forse la specialità che sta più cercando, con risultati eccellenti, di trainare l’atletica fuori dall’emergenza. Non c’è alcun dubbio che i due primati del mondo stabiliti in rapida sequenza da Armand Duplantis prima del lockdown, al coperto, sia una delle luci più abbaglianti del momento insieme con le spaventose prestazioni di Karsten Warholm nei 400 ostacoli e dei risultati del più piccolo della dinastia Ingebrigsten (Jakob) nel mezzofondo, norvegesi entrambi.
Quindi spettacolo assicurato a Losanna, pur nell’obbligata revisione della classica formula dello storico meeting, l’Athletissima. Duplantis, che è già tornato sopra i 6 metri alla ripresa delle gare, sarà affiancato dai migliori compagni di viaggio: Kendricks, Lavillenie (tornato in pedana sabato scorso), il campione olimpico Braz e il polacco Wojciechowski. Tra loro anche l’azzurro Claudio Stecchi, che però non ha ancora confermato i buon standard della stagione indoor. Atletica all’asta, dunque, anche per il versante femminile, con l’inglese Bradshaw che sembra la più “calda”, vista l’assenza della greca Stefanidi, l’americana Morris e la campionessa mondiale in carica Sidorova, russa e quindi elemento della piccola falange dei cosiddetti atleti neutrali autorizzati creatasi dopo la squalifica della federatletica russa, squalifica ancora attiva.
Fonte www.repubblica.it










