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Barcolana dei record, il segreto del successo? Lo spirito della festa

Edizione 2018 da record per la Barcolana, con quasi 2700 iscritti. Il racconto di “Brava”, uno dei team partecipanti, di un evento irrinunciabile per i velisti di tutto il mondo, dove la competizione resta di sfondo e a vincere è sempre la festa

Una regata da record, con 2689 iscritti, mai troppi per un evento dove a prevalere è sempre lo spirito della festa. L’edizione numero 50 della Barcolana è stata memorabile e dopo aver superato, con quasi il 30% di partecipanti in più, il boom di iscrizioni dello scorso anno, Trieste confida di non fermarsi più, trascinata dal vento della passione per uno sport che, come in questa città, non ha eguali al mondo. Lo sa bene l’equipaggio del team “Brava”, alla sua terza presenza alla manifestazione triestina, un “must irrinunciabile”, ma non tanto per la competizione. Per i velisti di Brava, imbarcazione lunga 49 piedi già protagonista di diverse edizioni del Campionato del Mondo, quella di Trieste non è certo la gara clou di stagione, ma resta l’appuntamento che dà senso all’amore per la vela. “Una cosa che ti cattura dalla prima volta che sali a bordo e senti il rumore del vento che gonfia la vela: una sensazione che non ti abbandona più”, spiega Nicola Baldas, uno dei membri dell’equipaggio. Nell’equipaggio veneto-friuliano-giuliano di Brava, timonata dal bellunese Francesco Pison, Nicola, 38enne di Udine, è un veterano della Barcolana, che disputa fin da tenera età, sempre con lo stesso entusiasmo. “Trieste si trasforma in occasione della sua regata, crea un contorno magico nei giorni che precedono la gara. Ed è tutto nel segno della festa, dello stare insieme e condividere, anche mentre si gareggia, quando in condizioni di bonaccia capita che ci si scambi un bicchiere di vino tra un’imbarcazione e l’altra. Poi, ovviamente, ogni triestino che si rispetti alla Barcolana punta ad arrivare davanti al proprio vicino di ormeggio”. Ma l’aspetto agonistico resta comunque di sfondo in una manifestazione, nata nel 1969 come una “regata di circolo” con 51 partecipanti e che oggi raccoglie sulla linea di partenza migliaia di barche da tutto il mondo e di tutte le dimensioni. “Perché il bello della regata più grande del mondo è proprio questo, che si parte tutti insieme e tutti hanno la stessa chance di arrivare. La vela è uno sport che riserva sorprese”. E quest’anno a tagliare il traguardo in quarta posizione è stata Viriella, la barca più grande iscritta con i suoi 118 piedi, una meravigliosa barca da crociera e per questo meno attesa, rispetto ad altre, tra le prime posizioni. “Chiaramente alla partenza si sa bene che ci sono quelle 2/3 barche che sono lì per competere e che arriveranno sempre davanti: non è un caso che Spirit of Portopiccolo abbia vinto la sua terza Barcolana consecutiva”. E la soddisfazione per chi partecipa, d’altra parte, è anche questa, di trovarsi magari alla linea di partenza di fianco ai più grandi velisti del mondo.

Una manifestazione popolare e dal carattere fortemente democratico, dunque, alla faccia del luogo comune che la vela sia uno sport chic per ricchi. Ok, per ricchi magari sì, ma non per snob, non alla Barcolana. Che in una sola giornata regala a tutti gli appassionati di questo sport, uno sport di nicchia, emozioni rare. “Emozioni che non proverai mai in altre competizioni, dove al massimo ti trovi con altre 60/70 imbarcazioni. La Barcolana crea uno scenario incredibile alla partenza, con migliaia di barche a solcare le acque del Golfo e migliaia di spettatori a celebrare i velisti in gara: nessuna gara al mondo regala questa attenzione, mediatica e di pubblico, un’energia che si respira solo qui”. E certamente continuerà ad essere così, visto il successo inarrestabile di queste ultime edizioni, che lasciano presupporre un’ulteriore crescita della manifestazione fin dal primo anno della prossima metà di secolo della sua storia: in fondo non c’è limite, o almeno non sembra esserci, alla capacità di accoglienza e di organizzazione della città di Trieste. “Sarebbe bello che il Salone Nautico di Genova, magari solo la parte più strettamente legata alle regate e alla velistica, si trasferisse a Trieste nella settimana della Barcolana. Se ne è parlato varie volte in passato, ma poi non se ne è mai fatto nulla”, commenta ancora Nicola Baldas, dimostrando come non ci sia limite nemmeno all’entusiasmo per la Barcolana: ogni volo di immaginazione è legittimo per una festa che, dopo 50 anni, ha ancora il vento in poppa.    

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