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Calcio, mondiali di Russia tra biscotti e proletari

Cosa avranno pensato ieri sera gli italiani che hanno visto la Svezia, che ci ha eliminato nel novembre scorso, tenere testa alla Grande Germania?

BISCOTTI & PROLETARI

Argentina, attenta al “biscotto”! L’albiceleste di Messi e dell’allenatore dall’abbigliamento “Buttafuori” rischia la clamorosa eliminazione dal mondiale. Se la Croazia ormai qualificata non si impegnasse più di tanto nell’ultima partita, magari spalancando le porte all’Islanda per la squadra sudamericana sarebbero dolori perché dovrebbe battere a suon di gol  la velocissima e per nulla arrendevole Nigeria. La Croazia ha in buona parte in mano il destino della Pulce e soci! Se fossi negli argentini farei appello alla serietà professionale dei croati. Che spesso nel calcio viene a mancare.

VIVA LA REVOLUCION

Il Messico 40 anni dopo. La squadra del Centro America è a un passo dal cielo. Ha battuto i campioni uscenti tedeschi e con un pareggio contro l’Islanda passerebbe il turno. Ai mondiali del 1978 che si disputarono nell’Argentina dominata da una feroce dittatura i messicani furono letteralmente presi a pallate da Germania, Polonia e Tunisia: 12 gol subiti, 2 fatti questi i numeri impietosi che estromisero dal mondiale la squadra messicana. Il Messico, terra di rivoluzionari, anche per quanto riguarda il calcio la musica è cambiata. In meglio decisamente. Assieme ai messicani sono già sicure di passare il turno Belgio e Croazia, due Paesi  che assieme fanno si e no gli abitanti del Nord Italia. A parte la Francia nessuna delle big è ancora qualificata. Che sia l’anno delle squadre proletarie?

LA SVIZZERA MULTIETNICA

Di svizzero la Svizzera ha ben poco. La formazione elvetica vicina alla qualificazione è un mix di albanesi, kosovari, africani e sudamericani. Torno indietro di 60 anni, alle qualificazioni dei mondiali 1958. L’Italia non si qualifico’. Questo lo sappiamo. Un grande giornalista dell’epoca sostenne che la presenza di alcuni giocatori “naturalizzati” fu una delle cause della mancata qualificazione azzurra perché scrisse “avevano poco attaccamento ai colori”. Se avesse visto la Svizzera contro Brasile e Serbia dei giorni scorsi quella firma illustre oggi forse cambierebbe  giudizio.

PENSIERINO TRICOLORE

Cosa avranno pensato ieri sera gli italiani che hanno visto la Svezia, che ci ha eliminato nel novembre scorso, tenere testa alla grande Germania? Vi lascio con l’interrogativo

 

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