COMO – Torna in Belgio Remco Evenepoel. Il 20enne corridore della Deceuninck-Quick Step, protagonista di una terribile caduta due giorni fa nel corso del Giro di Lombardia, ha lasciato l’ospedale Sant’Anna di Como per fare rientro in patria. Lo stato clinico del paziente, che nella caduta ha riportato la frattura del bacino e una contusione al polmone destro, è stazionario. Già ieri si era saputo che non è in pericolo di vita e i parametri vitali sono buoni.
L’Uci indaga sull’incidente a Schachmann al Lombardia
Nel frattempo L’Uci (Unione ciclistica internazionale), con un comunicato apparso sul sito, ha reso noto di avere aperto un’inchiesta sulle dinamiche di un altro incidente, quello che ha provocato la caduta di Maximilian Schachmann nel tratto finale del ‘Lombardia’. L’incidente è stato provocato da un’auto privata, che si è fermata sulla strada davanti al corridore tedesco. “Gli eventi del calendario Uci World Tour – si legge nella nota – sono di altissimo livello e richiedono strade completamente chiuse in ogni momento. L’Uci valuterà la possibilità di proporre reclamo alla Disciplinare nei confronti dell’organizzatore dell’evento Rcs Sport”.
Vegni: Per le chiusure delle strade non intervengo io”
Chiamato in causa, Mauro Vegni, direttore ciclismo di Rcs Sport, si difende così: “L’Uci indaghi pure, e poi faccia quello che vuole. Quanto al possibile declassamento, se la disciplinare avvierà delle azioni lo farà verso Rcs, non verso la gara in sé. Noi contatti non ne abbiamo avuti, abbiamo solo letto il comunicato. Sulla sicurezza noi facciamo la nostra parte al massimo ma per le chiusure non intervengo io, non sono un organo di polizia. In un percorso di 230 km ci sono migliaia di accessi, sta anche alla gente rispettare le regole: quando trovo dei nastri io mi fermo. Ma adesso è tutto da verificare, lasciamo agli inquirenti indagare. Sono molto dispiaciuto per quanto successo ma anche cosciente che è complicato: per bloccare ogni singolo accesso ci vorrebbero 3000 uomini, mica si può. E che non si sapesse del Lombardia è impossibile, il comune di Como aveva pubblicato il passaggio della gara ovunque, e noi anche di più”.
Ma intanto monta la protesta: “I corridori vogliono inviare un chiaro segnale di protesta sia agli organizzatori sia all’Uci riferendosi ai gravi incidenti e incidenti occorsi nelle ultime gare, chiedendo maggiore attenzione alla loro sicurezza”. Lo scrive sul suo sito la Cpa, l’associazione internazionale dei ciclisti professionisti. “Il Cpa chiede all’Uci e a tutti gli stakeholder del ciclismo -si legge- di istituire una tavola rotonda per avviare la revisione del regolamento per avere un chiaro riscontro in termini di prevenzione e sanzioni nei confronti degli organizzatori della gara. Lo scopo di questo è proteggere l’integrità fisica dei corridori e consentire loro di svolgere il proprio lavoro in maggiore sicurezza”.
Fonte www.repubblica.it











