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Doping, caso Schwazer, analisi del DNA delle urine rivela anomalie: “Campioni manomessi”

Potrebbe essere a una svolta la vicenda di Alex Schwazer. Il laboratorio del RIS di Parma avrebbe rilevato concentrazioni di DNA anomale nei campioni di urine che due anni fa costarono al marciatore altoatesino 8 anni di squalifica per doping

Il caso Alex Schwazer si riapre con un clamoroso colpo di scena due anni dopo la squalifica per doping. Il laboratorio del RIS di Parma ha infatti analizzato il DNA delle urine, trovate positive nel 2016 e costate al marciatore altoatesino una squalifica di 8 anni, riscontrando alcune anomalie che potrebbero essere riconducibili a una manipolazione dei campioni. La notizia è stata lanciata da Nando Sanvito attraverso ilsussidiario.net, che spiega come dalle analisi emergerebbe un’eccessiva concentrazione di DNA dell’atleta: 437 nanogrammi microlitro nel campione A, addirittura 1187 nel campione B, valori nettamente superiori alla norma se si considera che, secondo la letteratura scientifica accreditata dalla Wada, nelle urine conservate a -20 gradi dopo una settimana il valore quantitativo del Dna dovrebbe ridursi a 1/7 e quindi dopo 26 mesi dovrebbe essere ancora più ridotto. Secondo Sanvito, potrebbe essere la prova che è stato “pompato” nelle urine di Schwazer una quantità sproporzionata di Dna dello stesso marciatore altoatesino, per nascondere le tracce un altro Dna presente nelle urine: in sostanza, i campioni del marciatore azzurro potrebbero essere stati mescolati con altri, positivi al doping.

Un’ipotesi che spiegherebbe la resistenza della Iaaf, la federazione internazionale di atletica, e del laboratorio di Colonia che deteneva le provette, a concedere le urine di Schwazer al Tribunale di Bolzano, ingaggiando una battaglia legale durata mesi. D’altra parte lo stesso atleta si era detto fin da subito convinto della manipolazione dei campioni, gli stessi risultati negativi a un primo controllo standard a gennaio 2016 e poi oggetto di riesame a giugno, con il verdetto della positività.

Gerhard Brandstaetter, legale di Schwazer, ha dichiarato: “Siamo convinti e sicuri che manipolazioni ci siano state e speriamo che si possano provare, visto che quello che è stato fatto è stato fatto in modo scientifico. Non conosciamo però l’esito delle perizie ordinate dal giudice”. Che verranno depositate settembre. E allora, forse, si aprirà un nuovo capitolo di questa storia.

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