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Dopo ventidue anni Wenger annuncia l’addio alla panchina dell’Arsenal

L’allenatore francese della squadra londinese lascia l’incarico a fine stagione. Una storia tipica del calcio inglese caratterizzata dal rispetto dei ruoli e della tradizione. Tra i candidati alla successione c’è anche Ancelotti

Gli anni sono 22, i mesi 259, le partite 1228 e di queste 704 vittorie, 279 pareggi e 245 sconfitte. Nessun paragone è possibile per Arsene Wenger, il tecnico dell’Arsenal che nel corso della conferenza di presentazione del match di campionato con il West Ham, ha annunciato il suo addio ai Gunners a fine stagione.

Un esempio che poteva arrivare solo dalla Premiership, da quel calcio inglese che negli anni, pur piegandosi alle logiche del calcio business, è riuscito a mantenere intatta la magia della sua tradizione. Solo in quel contesto poteva svilupparsi una storia come quella del tecnico francese alla guida dello storico club londinese.

Arrivò su quella panchina giovanissimo, sul punto di tentare l’avventura in Giappone. Vinse molto nella prima parte della sua carriera con l’Arsenal e molto meno in quella successiva. Mai nessuno all’Arsenal qualcuno ha pensato seriamente di cambiare. Così Wenger si è trasformato in un’istituzione. Ora ha spiegato che questo è il momento migliore per chiudere la parentesi. La dirigenza gli ha risposto che si tratta del momento più difficile per il club. Tutto con il massimo rispetto dei ruoli, della storia, del valore umano e sportivo.

I candidati sono già in fila. Davanti a tutti Brendan Rodgers, ex Liverpool ora al Celtic, ma anche Carlo Ancelotti.

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