Un guerriero greco non bada a queste sottigliezze, ma certo le differenze fra la sua squadra di Atp Cup e quella di molte altre nazioni spalmate nelle tre città australiane all’alba del nuovo anno è evidente. Lui, il nuovo dio di Atene, Stefanos Tsitsipas, targato numero 6 del mondo, è il “one man show” della Grecia, poiché i compagni sono lontanissimi come classifica, come talento, come programmazione di tornei e quindi come abituali avversari ed ambizioni rispetto al 21enne neo campione del Masters di Londra. Gente come il numero 2 di singolare, il 23enne Michail Pervorakis, che è appena 487 del mondo, il 25enne Markos Kalovelonis che è 747, il fratellino 19enne di Tsitsipas, Petros, che è 1.415, e l’altro 19enne, Alexander Skorilas, che completa il gruppo, ed attualmente è appena 1.170 della graduatoria dei tennisti professionisti. 
Stefanos, giocando praticamente da solo, non può realizzare un miracolo che soltanto un giocatore è riuscito a portare a termine nella storia delle massime competizioni a squadre per nazioni, e cioè lo svedese Bjorn Borg nel 1975. Lotta però col coltello fra i denti dando l’esempio a tutta la nazione e all’intero sport del suo paese, non solo al tennis che solo ultimamente, grazie a lui e alla sua amica Maria Sakkari, ha rialzato la testa a livello più alto. Ma, soprattutto, in questi primi giorni del nuovo anno, sta sciorinando il gioco più bello, con perentorie accelerazioni da fondocampo, accompagnate da puntuali e frequenti discese a rete. Conquistando i favori del pubblico australiano, che è appassionato e grande intenditore di sport.

Il bel gioco non è bastato a Stefanos nel derby contro l’altro sublime rovescio a una mano della nuova élite mondiale dei giovani, quello del canadese Denis Shapovalov. Anche se si è arreso solo dopo due tie-break e praticamente soltanto per due rovesci sbagliati. Ma la successiva prestazione di Tsitsipas, contro Sasha Zverev, è stata sublime, al di là dell’ennesima giornata-no della grande promessa della sua Germania, designato come primo candidato al numero 1 del dopo-Big Four.

Così, il greco ha anche aumentato considerevolmente il distacco nei testa a testa contro il bambino d’oro tedesco, più anziano di un anno, infliggendogli la quinta sconfitta consecutiva, portando il bilancio sul 5-1, dopo le tre vittorie su tre riportate nel 2019 contro l’attuale numero 7 del mondo e due su due del 2018. E dando quindi un segnale molto significativo a tutti i maggiori rivali sulle sue motivazioni per il 2020. L’anno nel quale si attende il primo successo dei protagonisti emersi dalle NextGen Finals negli ultimi tre anni a Milano. La nuova gara che  Stefanos ha vinto nel 2018. 

Di più. A Brisbane, nel doppio decisivo contro la Germania, l’orgoglioso greco ha sostenuto il compagno Michail Pervolarakis, tenendo botta alla coppia regina del Roland Garros, Andreas Mies-Kevin Kravietz, sfiorando il clamoroso successo.

Che ha fallito mancando sei match point, facendosi riprendere dal 5-0 del tie-break decisivo. Per arrendersi infine per 3-6 6-3 17-15.

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