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Francesca la Leonessa non molla mai: i trionfi, il tumore e adesso una nuova avventura

C’era anche lei, Francesca Schiavone in prima serata su Rai 1, a “Non Mollare Mai – Storie Tricolori”, charity show innovativo che ha messo in connessione i grandi campioni dello sport (da Del Piero e Franco Baresi a Valentino Rossi e Federica Pellegrini) con i volti RAI e i grandi nomi del cinema italiano. Conduttore d’eccezione, Alex Zanardi. Lo scopo era valorizzare l’attività svolta dagli operatori della Croce Rossa Italiana, e sostenerla attraverso il numero solidale 45505 (attivo dal 27 maggio fino al 3 giugno).

E c’erano Fabio Fognini e Flavia Pennetta, con un video girato nei giorni scorsi, prima che l’azzurro si sottoponesse all’intervento in artroscopia a entrambe le caviglie. Una serata evento dedicata a storie che potessero essere fonte di ispirazione: resilienza, passione, fatiche, sacrifici, gioie.

Francesca ha parlato del presente e del passato, come aveva fatto nell’intervista sul Corriere della Sera di ieri mentre si avvicina il decennale del suo storico trionfo al Roland Garros, il prossimo 5 giugno.

«Stiamo condividendo un’esperienza, la pandemia, che ci costringe a riflettere. I più forti sono quelli che non ne usciranno a mani vuote, ma portandosi dietro qualcosa. Io il mio patrimonio me lo porto dentro (è guarita dal linfoma di Hodgkin n.d.r.). Mi sono ripresa la salute, che non è poco, e il tempo. Ora mi rendo conto di quando vado troppo veloce. Il campione è chi sa fermarsi, respirare e dare alle cose il giusto valore».

 Tra poco compirà 40 anni e in questo momento non è il tennis il suo pensiero unico: ha aperto un locale a Milano. Si chiama “Sifà”.

“Nasciamo come bistrot. Siamo andati negli ultimi due o tre anni in giro per l’Italia, tra regioni e posticini, assaggiando prodotti, vini, olii, di tutto. Ci siamo detti: perché non diamo a tutti la possibilità di provare quello che noi abbiamo avuto la fortuna di gustare. Poi è arrivato il Coronavirus ,è successo quello che è successo e allora abbiamo deciso di trasformarci in una bottega. Porteremo direttamente a casa i prodotti e qualche volta sarò direttamente io per i più fortunati a farlo. Per il resto starò in bottega per seguire tutto in prima persona. Siamo a Milano, sui Navigli, in via Ludovico il Moro 1”

 Così oggi la sua vita è fatta soprattutto “di mensole da montare, viaggi avanti e indietro dal Brico, trapano e martello. Questo bistrot-bottega me lo sono costruito io insieme a Silene, che con lo chef Evasio mi aiuta a scegliere prodotti. A furia di assaggiare mi sta venendo la pancia. Siamo ancora piccolini, ci frenano le regole di distanziamento imposte dalla pandemia, ma stiamo diventando un punto di riferimento sui Navigli».

Ma alla fine risalta fuori la pazza idea di fare da coach a Fabio Fognini. E ancora una volta lei non dice no: «Flavia mi dice: parli a Fabio con un cervello da maschio. A parte che Barazzutti è eterno, allenare un uomo sarebbe una gran bella sfida».

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