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Giochi del Mediterraneo, Italia prima con 156 medaglie

Trionfo italiano in Spagna, grandi protagonisti nuoto e atletica con 66 medaglie complessive, per una rivincita degli sport “minori” nell’anno della mancata qualificazione italiana ai mondiali di calcio

Si conclude con un trionfo l’avventura italiana alla XVIII edizione dei Giochi del Mediterraneo, svoltisi in questi giorni a Tarragona, in Spagna, dove gli azzurri hanno conquistato più medaglie di tutti, 156 complessivamente, di cui 56 ori, 55 argenti, 45 bronzi. Per la quarta edizione consecutiva l’Italia conclude la competizione in testa al medagliere, consolidando per altro la propria leadership in testa alla classifica assoluta, dove primeggia con 2303 medaglie (876 ori, 740 argenti, 687 bronzi) ottenute nei quasi settant’anni di storia dei Giochi tra i paesi affacciati sul Mar Mediterraneo.

Nuoto e atletica, lo sport italiano che vince

Nell’anno in cui gli azzurri del calcio, lo sport nazionale più popolare, ricco e mediatico, entrano nella storia fallendo la qualificazione ai campionati mondiali in Russia, a tenere alto il prestigio e l’onore dell’Italia ci pensano altre discipline sportive, su tutte l’atletica e il nuoto, che terminano i Giochi del Mediterraneo rispettivamente con 23 e 43 medaglie, il 42% dell’intero bottino della spedizione azzurra in Spagna.

Vengono dalla piscina 22 ori, 13 argenti (compreso quello del Setterosa della pallanuoto) e 8 bronzi, conquistati grazie al talento di atleti (Paltrinieri e Quadarella su tutti, con due ori a testa) e alla ricchezza di un movimento, che non finiscono mai di stupire.

L’atletica, per una volta, arriva alle gare con ancora più attenzione mediatica, se non altro perché lo scorso 22 giugno, al Meeting de Atletismo a Madrid, il milanese Filippo Tortu decide di scrivere la storia, diventando il primo italiano a correre i 100 metri in meno di 10 secondi (9”99), ritoccando di due centesimi il record nazionale di Pietro Mennea, che resisteva dal 1979.  Lungi dall’essere un fattore di pressione, da questo risultato l’atletica italiana ha preso lo slancio, conquistando in pista 7 ori, 8 argenti e 8 bronzi. Gli ori sono arrivati da Sara Dossena nella mezza maratona, da Yadisleidy Pedroso nei 400 ostacoli, da Lorenzo Perini nei 110 ostacoli (personale ritoccato a 13”49) e dalle staffette. Nella 4×100, a farla da padrone è ancora una volta Filippo Tortu, che insieme a Federico Cattaneo, Eseosa Fausto Desalu e Davide Manenti, realizza  il miglior crono italiano delle ultime cinque stagioni e ottavo alltime ( 38″49).  Oro anche a entrambe le 4×400 metri: il quartetto con Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot termina davanti a tutte con 3’28″10. Tra gli uomini Giuseppe Leonardi, Michele Tricca, Matteo Galvan e il vincitore dei 400 individuali Davide Re, che quindi torna da questa trasferta con due ori, primi al traguardo in 3’03″54.

La rivincita degli sport “minori”

Tra gli altri sport, sono andati a oro ginnastica e ciclismo (4 ori a testa), judo, pesi e canottaggio (3 ori ciascuno), pugilato (2), scherma, sci nautico, karate, lotta, bocce, vela e tiro con l’arco (ognuno con un oro). Negli sport di squadra, infine, l’unico oro viene dal volley, con gli azzurri trascinati dal capitano Luca Spirito (scelto come portabandiera per la cerimonia finale) che in finale battono la Spagna al terzo set 35-33.

Un’affermazione totale degli sport “minori”, dunque. Che sono tali perché praticati da una minoranza degli italiani, eppure oggi rappresentano la parte migliore del nostro Paese.

 

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