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I settant’anni della Uisp: lo sport aperto a tutti

La Uisp compie settant’anni. Una realtà importante per lo sport in Italia ma non solo. La Uisp ha sempre cercato di aprire le porte dei suoi progetti a tutti, anche al mondo della disabilità. E continua la sua storia fatta di battaglie e successi

UISP, sport per tutti da settant’anni”: ieri a Bologna la festa per i 70 anni dalla fondazione.  “Una storia fatta di storie. Tante, diverse, colorate, musicali, sorridenti. Ci sono giovani e anziani, italiani e stranieri, persone con un disagio o una disabilità e altre che non ne hanno. Insieme. Perché poi il segreto è questo, fin da quei giorni poco dopo la guerra: essere uniti nelle differenze e costruire attraverso lo sport e il movimento una società migliore”.La prima tessera di iscrizione alla Uisp rilasciata a Giorgio Mingardi, nel 1948; il manifesto del Trofeo Calcistico Versiliese 1950-51 e un podio i vincitori di una staffetta a Livorno. L’UISP celebra in questo 2018 i settanta anni di una storia che da individuale è diventata collettiva, sapendo avere memoria del passato, ma con l’occhio rivolto al futuro, come spiega il presidente Vincenzo Manco: “Superare le paure, combattere la disumanità, immaginare un futuro solidale ed essere promotori di speranza. Questo deve essere l’orizzonte lontano, lo sguardo lungo della Uisp in una fase complicata come quella che stiamo vivendo”, perché nella squadra Uisp “non sta fuori nessuno”.

Ma anche lo sport sociale  attraverso la storia di Antonio Vella, ex insegnante di educazione fisica che da 60 anni si immerge in apnea e oggi la sua missione è raccontare i pesci e il loro ambiente a ragazzi e bambini perché imparino ad amarlo. I suoi incontri con i ragazzi sono inseriti nel progetto internazionale “Pelagos”, per la tutela di delfini e balene. La richiesta di una riforma del Terzo Settore sul quale Claudia Fiaschi, portavoce del Forum terzo settore chiede: “Nonostante l’impegno profuso in questi anni e i continui confronti con Governo e Parlamento rimane la forte preoccupazione che gli enti di terzo settore siano costretti a compiere scelte determinanti per il proprio futuro, anche modificando i propri statuti, senza avere ancora un quadro normativo certo e completo. È necessario produrre un ultimo sforzo, bisogna fare presto e mettere nelle condizioni questo mondo, fatto di solidarietà ed impegno civico, di poter continuare ad operare per lo sviluppo sociale ed economico del Paese”.

Uisp Genova

Foto sotto: giovani atleti Uisp (welfarenetwork.it) 

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