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Il coraggio di Dino: 17 km a nuoto a 73 anni per lasciarsi alle spalle il tumore

La storia di Dino Bernardi, nuotatore trevigiano con il “vizio” delle grandi imprese. Dai primi Duemila, quando sconfisse il tumore, si cimenta in nuotate sulle lunghissime distanze per infrangere ogni limite e affermare il suo amore per la vita

Per gli appassionati del nuoto a Treviso Dino Bernardi è un’autentica leggenda. Ma non una di quelle arroccate sull’Olimpo: Dino è una leggenda che si può toccare con mano, quotidianamente, alle piscine comunali, dove presta servizio e dove si allena. Classe 1945, una vita per il nuoto e il nuoto per la vita, che tante volte, nel corso dei suoi 73 anni, l’ha messo alla prova. E lui, di risposta, ha sempre voluto sfidarla con imprese che andassero oltre i limiti: quelli che “ci mettiamo noi” e che chiamiamo età, malattia, dolore. L’ultima di queste imprese è datata 2 luglio 2018: ha percorso a nuoto (in 5 ore e 15 minuti) i 17 chilometri che dividono Punta Tagliamento, in Friuli Venezia Giulia, dalla Chiesa della Madonna dell’Angelo che sorge sulla spiaggia di Caorle, nel veneziano. Non era la prima volta, lo aveva già fatto nel 2011, ma La Tribuna di Treviso ha voluto raccontare la sua ennesima impresa, solo l’ultima puntata di una storia che si rinnova periodicamente a partire dal 2003, quando Dino scoprì di avere un tumore al colon: allora, mentre faceva i cicli di chemioterapia, partecipò ai campionati italiani di triathlon.

Riuscì a vincere il tumore, dimostrando a sé stesso che il male si può sconfiggere e quindi, nel 2005, si cimentò nei 25 chilometri da Pirano a Grado e nei 10 km di traversata del lago di Caldonazzo. Poi nel 2006 lo Stretto di Messina, nel 2008 altri 10 km da Porto Santa Margherita ad Eraclea, 24 km da Caorle a Jesolo nel 2014. Nello stesso anno, poi, in vasca ha segnato un primato nazionale per la sua categoria: 6 ore e 31 minuti di vasche ininterrotte. L’anno scorso, in aprile, viene operato per un tumore benigno al naso e a luglio si ripete in una maratona di 17 km, da Caorle a Cortellazzo.

La malattia non è stato l’unico dolore che gli ha procurato la vita, che gli ha portato via anche un figlio. Ma Dino continua ad andare avanti, con allenamenti quotidiani alle 4,30 di mattina, macinando chilometri su chilometri. E mettendo nel mirino una nuova sfida: la traversata di 20 km dello Stretto di Gibilterra. Anche questa gli è già riuscita, nel 2009. Ma se ci riuscirà di nuovo nel 2019 sarà Guinness World Record. Insieme a lui, come sempre, ci saranno i suoi compagni di tante imprese: Roberto Cognonato, direttore delle piscine comunali di Treviso, Maurizio Zanardo, vigile del fuoco, Alessandro Piovesan, uno dei più grandi master d’Italia. E poi, anche se a distanza, ci sarà tutta la sua città a seguirlo e tutti quelli che lo conoscono. D’altra parte tutti vogliono vedere fino a dove l’amore per la vita riuscirà a portare Dino.  

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