TORINO – Il terzo tempo di Claudio Marchisio non prevede birra e spuntini, la leggerezza e la convivialità del post partita rugbistico. “Il mio terzo tempo” è il titolo scelto dall’ex centrocampista della Juventus per il suo secondo libro, una lunga e profonda riflessione sulla vita che gravita intorno al calcio: perché, come spiega nella seconda parte del titolo il Principino bianconero, “Nel calcio e nella vita valgono le stesse regole”. Stesse regole ma diversi registri, libertà opposte, tabù differenti: “Il calcio ha un potere magico, quello di superare ogni barriera e far convivere sotto lo stesso tetto identità radicalmente differenti, addirittura incompatibili”. Un potere che spesso coloro che animano il mondo del calcio si dimenticano di possedere: dal razzismo all’omofobia, i problemi non mancano nel mondo del pallone così come nella società civile.
Temi scottanti
Tra aneddoti ed episodi inediti vissuti in prima persona, Marchisio riesce ad affrontare tematiche complicate per il calcio e i calciatori. Dal razzismo al rapporto con la diversità, dal bullismo all’omosessualità. “Non so se ho mai avuto compagni di squadra omosessuali – si legge nel capitolo dedicato a tale tematica -.Se ci sono stati, non si sono mai sentiti liberi di dirlo pubblicamente né a me (cosa che conta poco) né al mondo. Ho però ben presente la disinvoltura con cui, specialmente da ragazzini, si usavano parole come “frocio” o “finocchio” per riderne, per sfotterci a vicenda, per scherzare. Forse non pensavamo al significato di quello che dicevamo, o forse ci rassicurava il fatto di poterci sentire parte di un gruppo di uguali”. Parole semplici ma incisive, un flusso di coscienza con cui Marchisio vuole parlare ai giovani ma non solo, proseguendo tra le pagine del libro edito da Chiarelettere le tante battaglie portate avanti in difesa dei più deboli.
La vita di Marchisio
Nelle pagine di “Il mio terzo tempo” c’è anche la vita calcistica di Claudio Marchisio, dagli esordi nei Pulcini della Juventus (“avevo sei anni e un male ai piedi mai provato prima…”), fino alla fine della sua carriera, il “terzo tempo” citato nel titolo. Una finestra sulla carriera del “principino”, condivisa con tanti campioni: “In queste pagine c’è molto calcio perché il calcio è la mia vita, ma c’è anche molto della mia vita senza il calcio…c’è un pezzo di me e di quello che penso”.
Fonte www.repubblica.it

