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Il mondo che batte dentro SportLab

Alle otto della sera, quando si spengono le luci di SportLab, la soddisfazione è generale e palpabile è la convinzione di avere scritto una pagina senza precedenti nella nostra storia segnandone una svolta, al tempo della rivoluzione permanente che vive l’informazione sportiva. Sul web,Tuttosport e Stadio hanno trovato il modo migliore per celebrare i loro 75 anni con questa maratona digitale di nove ore che ha portato il mondo dello sport dentro il nostro laboratorio. Da Torino a Losanna, da Doha a Madrid, da Ginevra a Roma, da Milano a Bordeaux: sulle invisibili autostrade della Rete si sono incrociati gli ospiti eccellenti per professare resilienza e passione al tempo del Covid, nonostante il Covid, resistendo al Covid. Alle otto della sera, il censimento di chi abbiamo incontrato, inorgoglisce. A uno a uno hanno tenuto banco il capo del movimento olimpico mondiale, il capo dello sport italiano, il capo del calcio europeo, il capo del calcio italiano, il capo della Liga spagnola, il nuovo capo della Formula Uno, il capo di Sport e Salute, il ct della Nazionale, l’ex ministro dell’Economia, la consigliera Fifa, la prima cittadina di Torino grazie alla quale Torino sarà al centro del tennis per cinque anni, la stilista grazie alla quale Roma sarà al centro del golf nel 2023. E ancora: il derby milanese con il presidente dell’Inter, l’amministratore delegato del Milan e un suo illustre predecessore che a Monza insegue un altro sogno, ma trentuno anni rossoneri li ha nel cuore; l’amministratore delegato della Roma; il presidente del Credito Sportivo; il campione del mondo ‘82 che vive in Qatar e là aspetta i mondiali del 2022; la calciatrice che gioca in Francia ed è una colonna azzurra, l’allenatrice opinionista e scrittrice, la campionessa paralimpica, la ct, la vicepresidente della Lega Pro, tutte insieme per declinare il femminile plurale; i presidenti delle Leghe e un uomo dei fondi; i runner e le runner che non casualmente portano SportLab al traguardo prima che la Ryder Cup vada in buca. L’eco mediatica della nostra maratona rimbomba ancora, quando l’auditorium digitale chiude. In realtà, rimane e rimarrà sempre aperto. Lo sport è passione allo stato puro, lo sport è un diritto e non è un regalo da elargire con iattanza al tempo del Covid. A qualcuno fischieranno le orecchie, dentro il Palazzo. Sarà meglio che se le sturi.

Fonte tuttosport.com

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