
Bocciata. Il mondo dello sport dice di no alla riforma voluta con forza dal ministro Vincenzo Spadafora che però non si arrende e il prossimo mercoledì si vedrà di nuovo con i rappresentanti della Maggioranza. Bocciata a larghissima maggioranza oggi dal Consiglio generale dello sport, 75 persone: si sono astenuti solo Barelli, Binaghi e i rappresentanti degli Enti di promozione. Una riforma che nei fatti è stata scmontata punto per punto. Non c’è tempo ormai di fare contropoposte, si è andati avanti per troppo tempo, prima con Giorgetti e ora con Spadafora senza risolvere problemi che hanno richiamato più volte l’attenzione del Cio, severo anche nei giorni scorsi (vedi Spy Calcio del 21 settembre): “Come sapete la situazione attuale non solo sta stravolgendo l’attività attuale del Coni, ma sta anche condizionando i preparativi del comitato per i giochi olimpici di Tokyo, che è uno dei compiti più importanti che un comitato nazionale deve eseguire”. Ai primi di ottobre altro esecutivo Cio, Bach aspetta risposte dal governo italiano prima di prendere provvedimenti. Il documento del Coni, condiviso da tutto il mondo dello sport, ha messo in rilievo le tante storture di questa legge, dagli stanziamenti, alla pianta organica (238 unità per il Coni come attestato dal Ministero della Funzione Pubblica), agli immobili (Malagò vuole l’Istituto di Medicina e la Scuola dello Sport), ai rapporti con Sport e Salute, ai ruoli delle Federazioni. “Servono autonomia e applicazione della Carta Olimpica”. Chiesta l’assunzione di 12.000 laureati in scienze motorie e di raddoppiare gli stanziamenti per le società di base. Non sta bene nulla, in pratica della bozza di Spadafora. Gli atleti (hanno parlato la Salis e la Masciadri) hanno chiesto un incontro al ministro che-sostengono-non li ha mai tenuti in considerazione: il documento si chiude con una frase pesante, il mondo dello sport “è pronto ad ogni forma di azione”. Malagò ha escluso la possibilità di uno sciopero, “mai, non è nella mia cultura”, mentre Petrucci, molto apprezzato il suo intervento, ha usato anche la parola “mobilitazione”. Numerosissimi gli interventi in questa maratona, fra Giunta e Consiglio: Chimenti, Carraro, Pescante, Giomi, Matteoli, Aracu, De Sanctis (“Le Federazioni sono le più penalizzate”), Binaghi, Barelli, Iaconianni, Casasco, Gravina (“ok al documento, dispiaciuto che la legge delega sia su un binario morto”), Cito,, eccetera. La riforma, così com’è, non piace a nessuno. Carraro ha suggerito di fare avere il ministro il verbale degli interventi, così si renderebbe conto di quello che pensano i rappresentanti di 11 milioni di sportivi. E ora che succederà? I passaggi del testo di riforma sono ancora molti, gli agguati strada fancendo non pochi, il tempo stringe: questa riforma rischia di impantanarsi. Anche perché, come ha ricordato Petrucci, questa “legge è inapplicabile, non è condivisa né da chi la propone né dall’opposizione”. Meglio, forse, rimetterla in un cassetto e ripartire da capo perché: il documento ricorda che così si stravolge “un modello sportivo che è un riferimento di eccellanza nazionale ed è considerato come modello a livello internazionale”.
Pigozzi commissario del Pentathlon: “Regole, rispetto e trasparenza”
Il professor Fabio Pigozzi è il nuovo commissario della Federazione italiana pentathlon moderno dopo le dimissioni del n.1 Magini: Pigozzi conosce bene il modo affascinante ma complicato di questa disciplina olimpica. Pigozzi, ex membro di Giunta Coni e presidente della Federazione internazionale medici sportivi, è stato nominato oggi con la piena approvazione di Giunta e Consiglio Nazionale. Dovrà portare la Federazione ad elezioni il più presto possibile, di sicuro entro il 15 marzo del prossimo anno. “Lavoro, non rivoluzione: le immagini da film dei risolutori di problemi sono buone per due ore di cinema e non per una Federazione olimpica che vanta una storia prestigiosa. Se sono qui è perché qualcosa si è inceppato in una struttura dove ricordo di avere vissuto alcuni dei migliori momenti della mia vita sportiva. Regole, rispetto e trasparenza: tre coordinate lungo le quali porterò avanti un incarico per il quale voglio ringraziare il presidente del Coni Giovanni Malagò. Sono orgoglioso per la stima che mi è stata manifestata, ora è il momento di mettersi al lavoro” ha spiegato il neocommissario. Ad accompagnare Pigozzi in questo percorso saranno il Prof. Avv. Bruno Di Pietro Arbitro della Anti-Doping Division presso il TAS di Losanna e Presidente della Commissione Antidoping della F.M.S.I. e il Gen. Dr. Giorgio Bartoletti già al vertice del Centro Sportivo della Guardia di Finanza sotto la cui direzione le “Fiamme Gialle” hanno ottenuto eccellenti risultati.
Mornati alla guida della Federazione Hockey su prato
Carlo Mornati è il nuovo commissario della Federazione italiana hockey su prato, anch’essa Federazione olimpica. Come vice avrà l’avvocato Michele Signorini. Anche in questo caso, dopo un’elezione finita alla pari (“un caso di scuola” ha spiegato Malagò), un commissariamento breve deciso per mancato funzionamento in base allo statuto Coni. Intanto Massimo De Luca si è candidato per la presidenza della Federazione baseball.
Fonte www.repubblica.it












