Il giorno dopo la sconfitta nel derby contro il Milan, la prima dal 2017, i tifosi nerazzurri si fanno domande, com’è normale che sia: “Valeva la pena mandare via Godin per poi trovarsi in campo Kolarov? Eriksen può essere anche all’Inter il campione visto in nazionale? E cos’è successo a Brozovic?”. Se la prendono con l’arbitro Mariani, che a San Siro ha sbagliato tanto: “Kessie andava espulso per il fallo su Hakimi!”, ed è vero. I più sportivi, e non è facile esserlo dopo una sconfitta nel derby, arrivano a fare i complimenti a Ibra, a Pioli e al Milan in generale, sui social network e nei bar. Ma subito si sentono in dovere di aggiungere: “Certo, se avessimo avuto più tempo per allenarci e non avessimo avuto la squadra svuotata dal Covid …”. Impossibile avere la riprova. Certo è che, senza avere a disposizione la super panchina delle prime tre giornate, per Antonio Conte raddrizzare le partite in corsa è più complicato.
Conte e la sfortuna
Nella strana notte di San Siro, aperta dal suono della tromba di Raffaele Kohler e chiusa dall’esultanza dei rossoneri sotto la curva sud deserta, Antonio Conte più che con il virus se l’è presa con la jella in campo. “Siamo stati sfortunati – ha detto – Loro sono stati bravi e in alcune circostanze anche fortunati noi, invece, abbiamo sprecato troppe occasioni. Abbiamo commesso due disattenzioni nei loro due gol, abbiamo avuto tante occasioni per pareggiare e vincere. Comunque complimenti a loro che hanno vinto. Dobbiamo essere più bravi, freddi e cinici per sfruttare le occasioni”. Segno che la testa è già alle prossime partite. Un filotto da cui dipenderà molto della stagione.
Il tour de force
Fra il 21 ottobre e l’8 novembre, in appena 19 giorni, l’Inter dovrà affrontare sei partite. Nell’ordine: la gara di Champions con il Borussia Monchengladbach in casa (mercoledì prossimo), la trasferta a Marassi contro il Genoa (sabato 24/10), l’andata a Donetsk contro lo Shakhtar (martedì 27/10), la partita di campionato in casa con il Parma (sabato 31/10), la super sfida europea al Bernabeu con il Real (martedì 3 novembre) e a chiudere il filotto la trasferta a Bergamo contro l’Atalanta. Poi, la seconda pausa delle nazionali. La speranza dell’ex ct è di potere recuperare subito i sei giocatori che non hanno potuto mettere piede in campo contro il Milan perché positivi al virus o da poco negativizzati.
Covid e assenze
Chi con ogni probabilità potrà essere in campo già contro i tedeschi del Gladbach è Alessandro Bastoni, per cui venerdì sera è arrivato l’esito negativo del tampone. Troppo tardi per potere sostenere gli esami di idoneità in tempo per il derby. Si attendono buone notizie anche per Skriniar, Nainggolan, Gagliardini, Radu e Young. A disposizione mercoledì in Champions, e sabato contro il Genoa, sarà anche Stefano Sensi, di ritorno dalla squalifica per la spintarella a gioco fermo data al laziale Patric lo scorso 4 ottobre all’Olimpico. Rientri importanti, che permetteranno a Conte di sistemare i reparti più in sofferenza. La difesa anzitutto, che in quattro gare dall’inizio del campionato ha preso 8 gol, compensati dagli 11 segnati. E il centrocampo che soffre del momento negativo di Marcelo Brozovic, incapace contro il Milan di contenere le giocate di Calhanoglu. La speranza dei tifosi interisti è che, con la super panchina di nuovo a disposizione, Conte sappia superare un calendario da maratona con una partita ogni tre giorni.
Fonte www.repubblica.it

