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Juventus, il primo giorno di Pirlo: ecco Arthur e Kulusevski, ma quante incognite sul mercato

TORINO – La Juventus è tornata al lavoro senza che si sappia molto di lei, se non il passato che si vuole mettere alle spalle: il primo giorno del dopo Sarri (o, vedendola da un’altra prospettiva, del decimo anno di tirannia) sta filando via in silenzio, perché né i dirigenti né l’allenatore, ai suoi primissimi passi in quanto tale, hanno ritenuto che fosse opportuno spiegare ai loro tifosi quale progetto tecnico hanno deciso di perseguire con il ribaltone di due settimane fa, passando di un colpo da un sessantenne esperto a un neofita quarantenne.

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Dybala ancora cedibile

È un avvio pieno di incognite, che evidentemente né Agnelli né Pirlo si sono sentiti in grado di diradare. Le prime due settimane sono servite per formare faticosamente lo staff tecnico, con due allenatori “patentati”, Tudor e Baronio, al fianco di Pirlo, che invece il patentino dovrebbe prenderlo a settembre. La formazione della squadra è invece ancora indefinita, perché il mercato bianconero è vincolato ai numerosi esuberi che Paratici sta cercando di smaltire, per ora invano: l’unico ad essersene andato è stato Matuidi, che si è svincolato e poi ha firmato per Miami (eppure la Juve lo avrebbe tenuto volentieri), ma gli altri casi sono ancora irrisolti, a cominciare da Khedira e Higuain, con cui si sta trattando la rescissione contrattuale, passando per Douglas Costa, Bernardeschi, De Sciglio, Rugani. Di certo, nessuno è incedibile se non De Ligt. Non lo è di sicuro Dybala, la cui partenza potrebbe dare un clamoroso impulso alla campagna acquisti. La settimana scorsa Paratici ha passato diversi giorni a Londra per offrire alla Premier i suoi giocatori in vendita, ma al momento non ha quagliato granché.

Cercando Dzeko

Il mercato resta dunque fermo alle scelte che erano stato fatte quando in sella c’era ancora Sarri, esonerato senza che abbia potuto godersi gli unici due rinforzi ai quali aveva dato l’approvazione (l’estate scorsa il mercato venne fatto senza tenere conto della sua opinione): Arthur a centrocampo e Kulusevski un po’ dappertutto, anche se inizialmente Pirlo lo vede prima di tutto sul fianco destro del tridente, con Ronaldo dall’altra parte e un centravanti di grande abilità tecnica e tattica, una sorta di regista offensivo, a collegare i due. In questo senso, il nome più caldo resta quello di Dzeko (che formerebbe con Cristiano una curiosa coppia gol quasi settantenne) e il preferito quello di Jimenez, che però è molto più caro. Ma la Juve non molla la presa con il Wolverhampton.

C’è anche Romero

I primi ad arrivare in mattinata alla Continassa sono stati Pirlo e Chiellini: allenatore e capitano hanno dato l’esempio. Subito dopo, si sono visti proprio i nuovi acquisti, Arthur e Kulusevski: il brasiliano ha dovuto farsi accompagnare perché è senza patente (le autorità spagnole gliel’hanno sospesa dopo averlo beccato positivo all’alcoltest), lo svedese l’ha invece presa giusto un mese fa. Oramai è autonomo in tutti i sensi. Con loro c’era anche Cristian Romero, che va considerato a tutti gli effetti un nuovo rinforzo: la Juve lo comprò tredici mesi fa per 26 milioni (più 5,3 di bonus) ma lo lasciò in prestito al Genoa per un anno e adesso ha deciso di farlo rientrare perché Pirlo lo considera particolarmente adatto alla difesa a 3, sistema con cui ha giocato quasi sempre in rossoblù. Con Sarri, invece, Romero sarebbe partito.

Il richiamo delle nazionali

La legittima curiosità dei tifosi di sapere cos’abbiano in mente Agnelli e Pirlo è dunque destinata a rimanere in sospeso ancora per un po’, ma anche quella dell’allenatore di soppesare la squadra resterà insoddisfatta: Pirlo avrà infatti appena il tempo di fare la conoscenza dei suoi che la maggior di loro, nel fine settimana, lascerà Torino per aggregarsi alle varie nazionali. Li rivedrà tra l’8 e il 9 settembre, giusto alla vigilia dell’unica amichevole che la Juve dovrebbe giocare prima dell’inizio del campionato. Quante incognite, per tutti.

Fonte www.repubblica.it

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