
In campo sapeva sempre trovare la strada per vincere. Anche quando sembrava che quella strada proprio non ci fosse. Lo chiamavano Joe Cool per la sua innata capacità di restare freddo e presente a se stesso anche quando le situazioni si facevano difficilissime e caotiche in campo. Ma anche un altro soprannome, Comeback Joe, indicava una su seconda straordinaria qualità: il saper risalire la corrente avversa, il farsi promotore di rimonte impossibili, drive dopo drive sino alla vittoria. Due qualità che hanno consegnato Joe Montana alla leggenda del football Nfl e hanno fatto un campione noto in tutto il mondo. Proprio per questo l’episodio di cronaca che lo ha coinvolto ha avuto una eco internazionale. L’ex celebre quarterback dei Niners (e dei Chiefs nelle due stagioni finali, per nulla banali neppure quelle) ha sventato il rapimento di un suo nipote, con la fondamentale collaborazione della moglie.
Secondo la ricostruzione investiativa del dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles i Montana hanno improvvisamente trovato una donna che era entrata nella loro casae aveva preso il bambino da un box. Dopo una colluttazione, i funzionari hanno detto che la coppia è riuscita a riprendersi il piccolo.
L’intervista a Repubblica/ “Vi spiego come si vince”
La donna è entrata nella casa della coppia a Malibu sabato sera, e ha afferrato il nipotino del campione, addormentato, con l’intenzione di portarselo via da lì. Il quattro volte campione del Super Bowl (su 4 finali giocate in maglia SF) e sua moglie Jennifer “hanno prima tentato di riportare alla calma la situazione” chiedendo alla donna di restituire il bambino ma poi, davanti al rifiuto, ne è “seguita una colluttazione e la signora Montana è riuscita a strappare il bambino dalle braccia dell’altra donna”. Quest’ultima, identificata poi in Sodsai Dalzell, è precipitosamente scappata ma è stata poi catturata e accusata di rapimento e furto con scasso.
“E’ stata una situazione spaventosa, ma siamo felici che tutti stiano bene -ha twittato il quarterback della Hall of Fame- Apprezziamo il rispetto per la nostra privacy in questo momento”, ha aggiunto. Il “cinguettio” del fuoriclasse del team di San Francisco, oggi 64enne, è stato apprezzato con tanto di cuoricini da migliaia di follower. Qualche anno fa Joe Cool fu ospite a Trieste dell’American Bowl Camp di Riccardo Lonzar. In quell’occasione Repubblica lo intervistò e lui spiegò, con orgoglio, quali fossero le sue origini italiane e come riusciva a “pulire” a mente dai ricordi negativi in campo così da essere sempre competitivo in ogni momento del match. Segreti di un campione assoluto.
Fonte www.repubblica.it












