
Il campionato della Roma è finito, o quasi, nonostante le dichiarazioni fatte dal suo tecnico Paulo Fonseca alla vigilia della sfida con l’Udinese. Dopo il ko per 2-0 col Milan all’Olimpico ne arriva un altro coi friulani col medesimo punteggio, e così il successo dell’Atalanta sul Napoli fa sprofondare i giallorossi a -12 dal quarto posto. Un abisso che cancella ogni speranza di raggiungere l’ultimo pass utile per la Champions, obiettivo numero uno di una stagione adesso appesa all’impegno contro il Siviglia in Europa League. L’atteggiamento della Roma, che scende in campo sapendo già il risultato di Bergamo, non è certo quello di una squadra che dimostra di crederci. I giallorossi, rivoluzionati rispetto al ko di San Siro col Milan (ben otto cambi nell’undici iniziale), non trovano ritmo e faticano a sviluppare la manovra. E l’Udinese di Gotti, schierata con un equilibrato 3-5-2, ne approfitta passando in vantaggio già al 12′ con Lasagna: l’attaccante se ne va in progressione sulla sinistra, semina Fazio e crossa in mezzo per il libero De Paul, la cui conclusione sporca diventa un assist involontario per lo stesso Lasagna che da due passi trafigge Mirante. La reazione della Roma è nulla, mentre gli ospiti al 22′ sfiorano il raddoppio con una micidiale ripartenza sull’asse De Paul-Larsen finalizzata da Lasagna, ma stavolta Mirante è reattivo e nega la doppietta al centravanti.
Sotto di un gol, la Roma al 29′ si ritrova sotto anche di un uomo visto che l’arbitro Guida estrae il rosso diretto nei confronti di Perotti per un pericoloso pestone su Becao. L’espulsione dell’argentino sembra dare una scossa ai giallorossi che passano dal 4-2-3-1 al 4-4-1, e nel giro di due minuti sfiorano il pari prima con Cristante (traversa su tiro deviato) e poi con Under (bel destro da fuori area con Musso che vola e toglie la palla dall’angolino). L’ultima occasione prima del riposo però è ancora per i friulani con De Paul, che non riesce a sfruttare un clamoroso errore di Bruno Peres ed è chiuso da Kolarov in extremis.
La ripresa comincia con l’Udinese costretta a togliere Lasagna (problema fisico, al suo posto Teodorczyk), mentre Fonseca decide di sostituire Under con Mkhitaryan. Le prime occasioni capitano sul piede del romanista Carles Perez, ma dopo un’ora di gioco è l’ex Okaka a fallire il colpo del ko calciando male dal cuore dell’area di rigore. Passano dieci minuti e ai friulani viene annullato il 2-0 di Teodorczyk per fuorigioco. Per l’ultimo quarto d’ora Fonseca prova a giocarsi la carta Dzeko per l’impalpabile Kalinic, ma il raddoppio dei friulani è questione di tempo e, dopo alcune ripartenze sciupate, è Nestorovski a segnare chiudendo la partita dell’Olimpico regalando tre punti preziosi all’Udinese in chiave salvezza.
L’Atalanta piega anche il Napoli
L’Atalanta di Gasperini è un rullo compressore. Neanche il Napoli riesce a fermarla. Al Gewiss Stadium di Bergamo finisce 2 a 0 a favore dei padroni di casa grazie alle reti di Pasalic e Gosens. La Dea mette nel mirino il terzo posto dell’Inter. Gattuso archivia definitivamente i sogni di una clamorosa rimonta Champions. Gasperini schiera il suo 3-4-1-2 con Pasalic dietro le punte, Gomez e Zapata. In mezzo al campo de Roon e Freuler con Castagne e Gosens esterni. In difesa Toloi, Caldara e Djimsiti. Gattuso risponde col 4-3-3 con Politano, Mertens e Insigne in avanti. A centrocampo Ruiz, Demme e Zielinski. Di Lorenzo e Mario Rui esterni bassi con Maksimovic e Koulibaly al centro della difesa. Direttore di gara Doveri di Roma
Primo tempo
Minuto di silenzio prima del via per ricordare le vittime del Covid sulle note di Roby Facchinetti. La prima azione degna di nota arriva al decimo minuto. Destro da fuori di Mertens dopo un assist di Di Lorenzo, ma la palla finisce larga. Al 15esimo è ancora Napoli. Colpo di testa di Koulibaly su un cross di Ruiz ma la palla è alta. Risponde subito l’Atalanta. Al 16esimo, gran sinistro di Gomez da fuori. Ospina in tuffo salva. Al 28esimo il portiere azzurro è costretto ad uscire in barella dopo una botta in testa. Al suo posto in campo Meret. Al 36esimo è la volta di Insigne. L’attaccante partenopeo e della Nazionale ci prova ma il suo tiro è centrale e non crea problemi a Gollini. Al 41esimo arriva la prima palla gol del match. Punizione di Gomez, Zapata di testa verso Toloi che però viene sorpreso e sempre di testa non riesce ad indirizzare la palla in rete. Non succede più nulla fino alla fine del primo tempo che si conclude a reti nulle.
Secondo tempo
L’Atalanta rientra in campo trasformata. E al 47esimo passa in vantaggio. Cross di Gomez dalla destra dopo un recupero palla e colpo di testa di Pasalic che insacca. I padroni di casa continuano a spingere e dopo appena 8 minuti (al 56esimo) trovano il raddoppio. Grandissima azione tra Toloi e Castagne, palla di ritorno per il brasiliano che sbaglia il tiro ma diventa un assist per Gosens che, libero a sinistra, insacca col destro sul secondo palo. Il doppio passivo spinge Gattuso a cambiare le carte in tavola. Dentro Milik e Lozano per Mertens e Insigne.
Bisogna aspettare però il 69esimo per vedere la prima palla gol degli azzurri. Tacco di Zielinski che libera Fabian Ruiz ma lo spagnolo col sinistro calcia sul fondo. Al 76esimo cross di Maksimovic e colpo di testa di Koulibaly: palla alta di poco. All’80esimo Milik segna ma c’è offside. Bolide da fuori di Mario Rui, Gollini respinge cortissimo e il polacco insacca. All’85esimo ci prova Lozano con un destro rasoterra da lontano, para comodamente Gollini. Non succede più nulla fino alla fine. L’Atalanta prosegue la sua corsa. Il Napoli mette nel cassetto il sogno di una clamorosa rimonta Champions.
