BRNO – In assenza del gatto Marquez, a Brno ballano un po’ tutti e alla fine è il sorprendente rookie sudafricano Brad Binder a vincere, con una Ktm entrata di prepotenza tra le grandi della MotoGP. Primo podio per Franco Morbidelli, l’allievo preferito di Valentino, che come promesso si farà le treccine e intanto festeggia un secondo posto da ricordare. Sul podio sale anche Zarco: il francese “esistenzialista” dimostra che le Ducati vanno – correva addirittura con una Rossa dell’anno scorso – e allora questa è una grande bocciatura per Dovizioso, che chiude lontanissimo (11°). Lo “zio” Rossi, autore di una bella prova in rimonta ma penalizzato in griglia, deve accontentarsi del 5° posto. Delude il leader del mondiale, Quartararo, solo 7° al traguardo però ancora in testa alla classifica. Si scioglie come neve al sole il suo rivale nel ranking, Vinales.
Binder, il rookie che non ti aspetti
Brad Binder, che ha vinto un mondiale di Moto3 nel 2016 ma da allora ha preso “paga” un po’ da tutti in Moto2 – Morbidelli, Bagnaia, persino Alex Marquez – quasi non ci crede: “Non ci sono parole per una giornata così, la sognavo da quando ero bambino. Vorrei tanto ci fossero i miei genitori, qui con me. La squadra mi ha preparato una moto perfetta”.
‘Frankie’ e l’abbraccio dello “zio”
‘Frankie’ Morbidelli riceve l’abbraccio del suo Maestro, Valentino. Che sorriso: “Una sensazione bellissima, sono sopraffatto dalla felicità e mi godo il momento. E’ stata una bella gara, sono partito bene e ho fatto quel che avevo in programmato: fare il ritmo senza stressare troppo le gomme. Ho visto che Brad si avvicinava, ma mi sono detto che era meglio essere prudente e non fare sciocchezze. Deve ringraziare la squadra, e tutte le persone che mi seguono a casa”.

Foto sul podio per Binder, Morbidelli e Zarco
Zarco, la Ducati che funziona
Per Zarco, un 3° posto su cui all’inizio – nonostante la pole – pochi avrebbero scommesso. Invece il francese ha fatto andare a mille la Gp19: “Temevo di non avere il passo”, confessa. “Al contrario, ho finito benissimo, e che peccato la penalità che mi hanno dato. E’ stata una bella battaglia, con tanti sorpassi. Avrei voluto riprendere anche Morbidelli, ma le gomme a 3 giri dalla fine non ne avevano più. Così nel finale mi sono concentrato per resistere al ritorno di Rins”
‘Morbido’, fuga per vittoria?
“Cerchiamo di fare una buona partenza, e provare a stare dietro ai due francesi. O magari davanti, chissà”: così diceva Morbidelli, alla vigilia. ‘Frankie’ al via è stato più che di parola, infilando all’interno della prima curva il compagno di squadra, mentre Zarco si è addormentato. Tra i più reattivi anche Espargarò con l’Aprilia: Aleix ha finito per rallentare Quartararo, il ‘Morbido’ al primo giro in testa aveva quasi un secondo e mezzo di vantaggio (!). Dietro di loro, a Valentino non riusciva la programmata partenza-sprint: al contrario, il Doc ha perso un paio di posizioni prima di mettersi alla caccia dei migliori e al quel punto era già troppo tardi. Dovizioso? Tre, 4 e poi 5 piloti sorpassati: però dal 18° posto per il forlivese era inevitabilmente un calvario.

Valentino Rossi
Binder e le Ktm, che spettacolo
Che la Ktm sia diventata competitiva lo sapevano tutti, non che sarebbe stata protagonista così in fretta del motomondiale: Binder ha guidato come indemoniato, infilando avversari come grani di un rosario. Ha avuto la meglio anche di Quartararo e a 9 giri dal termine si è prima messo a ruota di Morbidelli e poi – irresistibile – lo ha passato. Anche il compagno di squadra Pol Espargarò stava facendo molto bene, ma Zarco lo ha buttato giù alla curva numero uno e – sulle tracce di Frankie – è stato penalizzato con un long lap penalty. Cosa che ha fatto saltare i nervi a Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse: “Johann era innocente, è una decisione assurda!”.
Quartararo e Vinales si sciolgono al sole
L'”esistenzialista” francese ha mantenuto comunque la terza posizione, inseguito dal connazionale della Yamaha Petronas. Rins ha cominciato a mordere le caviglie di Quartararo e dietro i due un Rossi in rimonta malediceva quella griglia sciagurata, mentre Vinales si era già sciolto come neve al sole. A 5 giri dal termine, il pilota Suzuki, il Doc (e persino Oliveira!) hanno facilmente avuto la meglio sul leader del mondiale, in evidente difficoltà con la gomma media montata dietro. Il vantaggio di Binder su ‘Morbido’ è salito a quasi 5 secondi, Zarco ha fatto un pensierino al 2° posto ma poi ha difeso con coraggio il 3°. Andrea Dovizioso è finito 11°: doveva essere il gp della svolta, che disastro.










