
FIRENZE – Alla fine va bene così, ma solo perché sarebbe potuta andare peggio. E molto. L’Italia si inceppa dopo 11 vittorie di fila rimontando la Bosnia per un 1-1 che la costringe già a inseguire. La Nations League parte in salita, visto che l’Olanda ha battuto la Polonia e guida il girone: per questo lo scontro diretto di Amsterdam, lunedì, assume già il sapore della sliding door.
Studiarsi, questo fanno, due squadre fiaccate come tutte da una condizione frastagliata da un numero di allenamenti ridotto ma non uguale per tutti. La prima buona opportunità per l’Italia è di Chiesa, che controlla male e sciupa. Sull’altro fronte è invece Hodzic a triangolare con Kolasinac portandosi in una zona pericolosissima: occasione disinnescata preventivamente da Bonucci. Una punizione alta di Insigne è la replica di un’Italia che non fatica a tenere palla, molto di più ad alzare i ritmi. La Bosnia sembra far meno fatica ad aprire spazi: al tiro va Visca, pur spedendo il pallone tra i seggiolini vuoti della Fiesole. Il primo tiro nello specchio, almeno quello, è di Belotti: debole però, meglio sarebbe stato premiare l’inserimento di Pellegrini. Insomma, il muro bosniaco sulla trequarti tiene, e quando Sensi riesce a infilarlo con un tracciante per Chiesa, lo coglie ben oltre la linea del fuorigioco.
LA CRONACA DELLA PARTITA
Nella ripresa, quella fin lì impercettibile fragilità azzurra si materializza d’un colpo nella figura di Hodzic: se ne va a sinistra a Florenzi, riesce persino in un tunnel a Donnarumma, ma dalla linea di fondo non trova altro che il palo. Nemmeno un paio di minuti e Insigne pareggia lo score dei montanti, centrandolo su invito di Chiesa, al primo vero spunto della partita che per ruolo – ala destra – e familiarità col campo dovrebbe vederlo protagonista. Ma le paure azzurre avevano basi solide, e infatti al 12′ una mischietta su corner invita il più letale degli avversari, il romanista Dzeko a far quello che gli riesce meglio: gol. Fin troppo scontato vederlo quindi festeggiare.
L’andamento sinusoidale del match prosegue, visto che, una decina di minuti più tardi, l’Italia riequilibra pure il punteggio: Sensi-Insigne-Sensi, piatto molle quasi da terra del regista dell’Inter, reso però irresistibile da una goffa deviazione del centrale bosniaco Sunjic. Arriva così il gol dell’1-1, il 2° di Sensi in azzurro. Il sorpasso potrebbe essere immediato o quasi, se Sehic non riuscisse a murare l’inserimento di un Florenzi in stile “vintage”. Ancora più grande l’occasione sulla testa di Zaniolo, appena entrato. Intercettare di testa il tiro sbilenco di Insigne però non gli basta ad inquadrare la porta. E così nonostante gli sforzi del ct – Immobile per Belotti, Kean per Pellegrini – l’Italia non torna più a popolare l’area avversaria. Accompagnando tra lanci abbondanti o cross smisurati gli ultimi istanti di una serata nata male.
Prima del match, infatti, s’era registrato anche il “giallo” Acerbi, in campo al posto di Chiellini. Subito si è parlato di un errore nella distinta: la lista dei titolari può essere corretta dopo essere stata consegnata solo in caso di infortunio, quindi nei fatti per rimettere Chiellini come avrebbe voluto, Mancini a rinunciare al centrale della Lazio per tutta la partita, dichiarandolo indisponibile. Il ct ha però smentito la ricostruzione spiegando che in realtà la scelta è stata dovuta al timore che Chiellini potesse farsi male.
Fonte www.repubblica.it










