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Roma, è quasi impresa: 4-2 al Liverpool, ma inglesi in finale con il Real

Nainggolan sbaglia subito un appoggio e Mané infila Alisson. Pari su autogol di Milner, sorpasso di Wijnaldum e sogno giallorosso spezzato. L’arbitro non vede un rigore per i giallorossi, poi Dzeko e Nainggolan (doppietta) fissano il risultato

Alla fine sarebbe bastato un altro gol per consegnare la Roma ai supplementari. Questione di dettagli dopo la pesante sconfitta di Anflield. Nel bene e nel male: i giallorossi hanno battuto 4-2 il Liverpool (dopo il 2-5 dell’andata) alternando ottime giocate a grandi sviste e di fatto non riuscendo ad approfittare degli ampi spazi concessi dalla squadra di Klopp.

In queste partite i dettagli sono sempre decisivi. Gli errori si pagano. E la Roma comincia subito: Nainggolan serve un pallone superficiale a centrocampo che è preda degli inglesi e Mané trova immediatamente il gol. Poco dopo un’autorete di Milner riporta in parità l’incontro. Dieci minuti e Wijnaldum colpisce di testa in area piccola il pallone del 2-1 per il Liverpool che virtualmente chiude il discorso qualificazione: la Roma a quel punto avrebbe bisogno di altri quattro gol per arrivare almeno ai supplementari. Ne trova tre.

Nella ripresa Dzeko segna il 2-2. C’è anche il solito errore arbitrale: un mani clamoroso di Alexander-Arnold su tiro di El Shaarawy (e in precedenza un fuorigioco inesistente fischiato a Dzeko che viene steso in area…). Ma allo sprint finale Nainggolan si riscatta con un gran diagonale da fuori area che vale il 3-2 e all’ultimo secondo con il rigore del 4-2. La sostanza non cambia. Sfortuna, ingiustizie, errori e follie. Schick inconsistente, ottimi El Shaarawy e Dzeko, Roma a scatti e Liverpool scostante. In finale a Kiev ci vanno comunque i Reds di Klopp e Salah, sfiderà un Real Madrid solido come sempre ma contro il Bayern non certo brillante.

 

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