REGGIO EMILIA – Il Sassuolo vola in classifica, per 24 ore al primo posto, il Crotone resta appoggiato sul fondale, come su un batiscafo, ma in questo caso con molti rimpianti. Finisce 4 a 1, ma il risultato non rende giustizia all’ospite che per un’ora di gioco impone il suo centrocampo, mette in mostra una compattezza tra reparti che di solito arriva dopo anni di partite giocate insieme e che è un miracolo sia già così evidente dopo poche settimane. 4 a 1 non ci sta. Un numero inappropriato alla cifra di gioco vista in campo, almeno fino al tris (che ha tagliato le gambe).
<< La cronaca della partita >>
Il campionato dice…
Il campionato, all’avvio, dice che per il Sassuolo è la grande occasione di salire nei quartieri alti della serie A prima della pausa. Il Crotone parte prudente, ma fin dalle prime fasi si capisce che Stroppa l’ha preparata benissimo. Le fonti di gioco neroverde vengono sistematicamente aggredite dagli avanti, le distanze tra i reparti sono perfette, i calabresi creano una ragnatela nella quale i palleggiatori e i funamboli di De Zerbi finiscono per restare intricati. Bourabia non si vede, Locatelli è intrappolato, ci sarebbe da provare a sfruttare le fasce, ma il 3-5-2 ha previsto anche questo. Il Sassuolo non riesce mai a imporsi nei duelli individuali perché individuali non sono, ogni stella emiliana, difendendo il pallone, si ritrova raddoppiato o triplicato nella marcatura. C’è vento: e questo aiuta i “guastatori”.
Un gol del tutto occasionale
Il gol di Berardi è di fatto l’unico acuto concesso, e tutto nasce da una fiondata di Locatelli a cambiare il gioco, su cui Reca, ultimo arrivato, concede un metro a Berardi. L’ala prende spazio, scambia con Defrel al limite e tira, una conclusione sporca che Cordaz non vede partire. Il pallone, non irresistibile si infila a fil di palo. E’ il 19′. Il Crotone accusa lievemente il colpo, ma reagisce, ha idee: Magallan cancella Djuricic, Marrone e Golemic rendono invisibile Capone, Reca si appiccica come una decalcomania su Berardi. E questo tipo di “asfissia” viene esercitata anche in mezzo, perché Stroppa pretende che la sua squadra sia corta, alzando molto la difesa. Dunque tutto in pochi metri. Messias sembra un Joao Pedro che deve imparare a stare in serie A, ma ha fame, orza e tecnica per riuscire. Simy fa il pivot, o forse il totem, con discreta distribuzione. Insomma il Crotone è ammirevole. Gli manca forza penetrativa, per non dire furbizia negli ultimi metri. Le molte situazioni favorevoli create davanti a Consigli, mancano, come comune denominatore, di opportunismo.
La grande chance, così, arriva da punizione dal limite, perché Cigarini è uno specialista. Il suo tiro a superare la barriera trova la traversa a negargli quel pari che dopo 45′ – visto il gioco prodotto – starebbe persino stretto ai rossoblù.
Pareggio meritato
In avvio di ripresa, ecco la sciocchezza di Bourabia, un calcione in area sullo stinco di Cigarini, comporta il calcio di rigore che con merito porta il Crotone sull’1 a 1. Simy spiazza Consigli, il Crotone fin qui ha spiazzato il Sassuolo. De Zerbi ne ha visto abbastanza, ecco Obiang, bocciato Bourabia, mentre con Kiriakopoulos per Muldur il tecnico aggiusta anche i lati, perché il greco è più navigato del talentino turco. Il Crotone per una decina di minuti continua a far soffrire e non poco i neroverdi, ogni palla è contestata, ogni controllo va conquistato, questo è merito del centrocampo ospite. Una morsa.
Una svolta decisiva casuale
Diciamo la verità, a permettere agli emiliani di allentare la stretta è una casualità. Un traversone di Kiriakopoulos trova un braccio largo di Pereira, gesto a dire il vero che sembra naturale, quando si allunga il pallone, Pezzuto va a vedere, invitato a farlo. Braccio largo, rigore: proteste vibrate, Caputo non si impietosisce: due a uno. Per qualche minuto il Crotone innervosito pare deragliare, ma il copione torna a essere uguale a sé stesso dopo un paio di scavallate emiliane senza esito.
Non sempre avere un Dragus serve
Stroppa chiama in causa il rifinitore romeno Dragus, e Gomelt, alzando il baricentro. Il Sassuolo soffre inizialmente l’estro del romeno, ma proprio lui, uscito dall’accademia di Hai, al minuto 85′ si fa intercettare un pallone in zona pericolo. Contropiede da Berardi a Caputo, tocco sotto squisito e partita chiusa. Stavolta davvero il Crotone sente il colpo, poco dopo un controllo di Marrone esce un po’ lungo, dove non si può, in area di rigore, Locatelli sa fare tutto, evidentemente. Il migliore in campo si avventa sul pallone con la rapacità del bomber consumato: poker. E non con il morto. Ma non sempre nel calcio, senza nulla togliere al Sassuolo capolista, capita quello che è giusto.
Sassuolo -Crotone 4-1 (1-0)
Sassuolo (4-2-3-1). Consigli; Muldur (8′ st Kyriakoupolos), Chiriches (34′ pt Ayhan), Ferrari, Toljan; Locatelli, Bourabia (8′ st Obiang); Berardi, Defrel (45′ st Peluso), Djuricic (45′ st Traorè); Caputo. (56 Pegolo, 63 Turati, 16 Ricci, 18 Raspadori, 27 Haraslin, 44 Ghion). All.: De Zerbi.
Crotone (3-5-2) Cordaz, Magallan, Marrone, Golemic; Pedro Pereira (39′ st Rispoli), Molina, Cigarini (32′ st Gomelt), Vulic (32′ st Dragus), Reca; Simy, Messias. (16 Festa, 40 D’Alterio, 2 Spolli, 7 Mustacchio, 14 Crociata, 21 Zanellato, 23 Mazzotta, 28 Borello, 44 Petriccione). All.: Stroppa.
Arbitro: Pezzuto di Lecce.
Reti: nel pt 19′ Berardi; nel st 4′ Simy (rigore), 13′ (rigore) e 40′ Caputo, 48′ Locatelli.
Angoli. 4-3 per il Crotone
Recupero: 1′ e 5′
Ammoniti: Chiriches, Simy, Magallan, Cigarini, Kyriakoupolos, per gioco scorretto, Stroppa per proteste.
Spettatori: 1.000, per disposizione della Regione Emilia Romagna.
Fonte www.repubblica.it












