
«Ho ritrovato la felicità». E anche il ritmo della nuotata, della sua nuova vita: Gregorio Paltrinieri da record europeo nella sua gara, i 1500 stile libero di cui è campione olimpico in carica. Al Settecolli d’agosto a Roma che è anche valido come campionato italiano, alla prima gara dopo il lockdown e tre mesi dopo aver cambiato tutto nella sua esistenza, chiude in 14’33″10, migliorando il se stesso del 2016 (agli Europei di Londra, 14’34″04). Alle sue spalle Domenico Acerenza (14’49″98), 3° il francese Marc-Antoine Olivier (15’06″29).
“Un gran record, è un tempo incredibile, non pensavo di andare così forte, già negli 800 avevo tirato tantissimo, e due gare una dietro l’altra non è facile, però sto bene, in acqua me ne rendevo conto, la nuotata era fluida, sentivo un buon ritmo, sapevo di stare andando forte ma non pensavo così tanto”. Così presto: a maggio scorso ha lasciato Ostia e il tecnico Stefano Morini col quale ha vinto tutto nel mezzofondo per provarsi anche in mare con Fabrizio Antonelli, allenatore dei caimani alla Rachele Bruni, argento nella 10 km a Rio nel 2016. Perché Greg alle Olimpiadi di Tokyo vuole andare molto bene in corsia e anche nelle acque libere (la prossima settimana a Piombino nuoterà la 10, 5 e 2,5 km). Una dimensione non gli basta più.
Per questo la raddoppia, correndogli dietro: “Sapevo di avere in corpo da molto questo tempo pazzesco, ma mai ero riuscito a esprimerlo, mi mancava sempre qualcosa. Ho ritrovato la mia nuotata, ho trovato il mio ritmo. Era dal 2016 che non facevo tempi del genere, in mezzo facevo tante cose ma mai ero riuscito a trovare uno stato di forma che mi soddisfaceva, arrivavo puntualmente alla gara principale che mi mancava qualcosa e che non riuscivo a ritrovare la mia nuotata”. Greg si era perso, sentendo tutto il peso dell’acqua. Complice il lockdown e l’occasione per riflettere, ha deciso di dare una sterzata alla sua vita.
“Sono tornato a uno standard che secondo me mi compete. Il mio metodo di allenamento è cambiato dal giorno alla notte, sto facendo cose totalmente diverse da prima, ma questo risultato è il frutto di tutto quello che ho fatto nella mia vita, degli allenamenti di prima e del cambio che ci voleva adesso. Era tanto che non mi divertivo così e forse è la cosa che mi fa approcciare alle gare in modo diverso. Prima i risultati arrivavano ma era troppo faticoso raggiungerli dal punto di vista mentale, adesso mi piace quello che faccio e ho ritrovato tanti stimoli e voglio andare avanti così. Non mi piaceva più quello che facevo, anche per un cambiamento mio, tutto era un peso e dovevo farlo per forza. L’aspetto mentale è importante, sentendomi meglio riesco a esprimermi anche meglio. La nuotata come la sentivo oggi era tanto che non la sentivo.
Greg non si pone limiti, adesso. Magari anche il record del mondo? “E’ il punto di riferimento, ma non l’ho mai preso come cosa da fare per forza. Secondo me l’importante è sempre vincerle le gare, anche con un crono superiore. Fare il tempo di oggi però dà fiducia, perché vengo da un periodo in cui ho cambiato tutto, anche la mia coscienza in acqua è diversa. Io lavoro per migliorare e andare più forte, anche la concorrenza va veloce e io voglio esserci”.
Attraversando nuove frontiere. “Con Fabrizio parlo tanto come mai con nessuno in vita mia. Parliamo di tutto, è giovane, condividiamo cose, siamo in sintonia e pensare che quando ho deciso di allenarmi con lui, neanche lo conoscevo granché bene. Ma la persona forse era ancora più importante dell’allenatore e la mia voglia di cambiare era troppa. Credo di aver avuto sempre coraggio nelle scelte che ho fatto, periodi in Australia facendo allenamenti completamente diversi da quelli che facevo ad Ostia. E adesso stiamo costruendo insieme, sono 9 anni che faccio questa gara al livello internazionale, quindi credo di poter dire la mia”.
Un Greg in evoluzione, a 25 anni. “E’ cambiato tutto, sto nuotando tanto, molto più di prima ma facendo lavori più di qualità, è un mix di cose, un lavoro ben articolato fatto anche con Roberto Baldassarre, biomeccanico, cosa che a Ostia non mi facevano più fare. Ora mi mancano 17 km di gare, la prossima settimana a Piombino ho la 10 km, la 5 e la 2,5. Sono curioso di vedere come va, visto che ho cambiato per fare bene il mare che secondo me stavo un po’ trascurando. Sarà il primo test di prova. Credo di avere margine, come ce l’ho in piscina. Poi mi prenderò una pausa e da inizio settembre ricomincio e voglio arrivare a Tokyo competitivo”. Portandosi dietro questo 1500. “Sì, è sempre stata la mia gara, quella più nelle mie corde, ma stavolta ho sentito proprio il ritmo, anzi oggi l’ho sentita davvero mia”.
Fonte www.repubblica.it










