Il torneo di Rio de Janeiro potrebbe essere stata la svolta della stagione di Lorenzo Sonego. Arrivato in Brasile senza vincere un match a livello ATP dal primo turno del torneo di Metz – da lì sono arrivate 11 sconfitte consecutive – l’italiano ha mostrato notevoli segnali di ripresa che lasciano ben sperare per il prosieguo della sua crescita professionale. Classe 1995, Lorenzo è maturato più tardi rispetto ad altri suoi coetanei, specialmente dal punto di vista fisico.

A dimostrazione di ciò, lo scorso dicembre il suo coach, Gipo Arbino, ha sottolineato la necessità per il suo assistito di acquisire almeno tre chili di muscoli nella parte superiore del corpo. Ciò nonostante, è in grado di fare molto male sia con il servizio che con il dritto, ma anche di verticalizzare il gioco e di difendersi con profitto. Inoltre, l’ascesa di Berrettini e Sinner potrebbe giovare alla tranquillità con la quale gestire il suo processo di crescita, ancora ben lontano dall’essere concluso.

Il gran lavoro sul servizio

Lorenzo ha lavorato tantissimo sul proprio servizio, con il quale nelle ultime 52 settimane ha avuto un rendimento complessivo di altissimo livello, come dimostra il suo 25° posto nella graduatoria ATP riferita proprio al servizio. La prima gli garantisce tantissimi punti (73,9%) e lo aiuta a conquistare tantissimi game al servizio (82,4%, solamente 26 giocatori fanno meglio di lui). Analizzando le sue scelte di gioco, si nota che da destra serve lo slice esterno una volta su due, conquistando il 77% dei punti e mantenendo un rendimento simile quando va al centro (78%), fattore che si verifica il 39,9% delle volte. Da sinistra, invece, registra un impressionante 85% quando tira al centro (il dato rimane uguale quando deve salvare una palla break), cosa che avviene nel 49,7% dei casi. È impressionante notare come sul duro il suo rendimento arrivi all’86,1%. 

Infatti, su questa superficie il torinese prova questa soluzione il 55,2% delle volte. Tornando ai dati aggregati, Lorenzo prova il servizio esterno meno di una volta su tre (31,2%), conquistando il 75% dei punti. Anche in questo caso i numeri cambiano a seconda della superficie, dal momento che questa cifra sul duro scende al 69,7%, mentre sulla terra raggiunge il 78,4%.

Anche in questo caso, più Sonego ricava punti da una situazione di gioco, più fa in modo che questa si verifichi con maggiore frequenza. Infatti, Sonego prova questo servizio il 40,2% delle volte, mentre sul duro non va oltre il 23,1%. Infine, da segnalare la ricerca non così rara del corpo dell’avversario (19,2%), che gli dà due punti su tre. 

Se con la prima può ottenere molto contro la maggior parte degli avversari, può ancora migliorare notevolmente con la seconda, con cui vince il 50,6% dei punti complessivi (49° posto).

Lorenzo Sonego  Con questo colpo registra differenze impressionanti in base alla parte di campo in cui serve. Da destra cerca la ‘T’ il 44,7% delle circostanze vincendo meno di un punto su due (48,8%), avendo un rendimento simile quando tira al corpo (47,9%), mentre prova raramente lo slice esterno (15,6%), che peraltro gli dà solamente il 42,9% dei punti. Riguardo quest’ultima situazione di gioco, è interessante notare lo scarto che c’è nel rendimento che ha sulla terra (57,1%) e sul duro (28,6%). Non a caso, nel primo caso tenta questo servizio il 7,7% delle volte, nel secondo arriva al 24,1%. Da sinistra, invece, l’azzurro non scende mai sotto il 57% di punti vinti, provando la soluzione al corpo più di una volta su due (56,3%) e ricavando il 57,9% dei ‘15’. Va leggermente meglio quando prova il kick esterno (28,9% dei casi), che gli regala il 58,2% dei punti, mentre cerca molto meno frequentemente la ‘T’ (14,7%), anche se in questi casi vince il 64,3% dei punti.

Per fare un confronto, si pensi che, nella medesima circostanza, dal 2011 ad oggi Federer ha vinto il 59,6% dei punti, anche se è opportuno rilevare che lo svizzero abbia tentato questo servizio con maggiore frequenza (28,6%). Acquisire maggiore precisione al servizio sarà una chiave di volta fondamentale per creare più problemi agli avversari anche quando non può fare affidamento sulla potenza o nelle situazioni in cui i suoi avversari riescono ad intuire frequentemente le sue scelte di gioco.

Ampi margini in risposta

In ogni caso, una parte fondamentale del lavoro che dovrà fare – e che peraltro ha già intrapreso da oltre un anno – riguarda la risposta, situazione di gioco in cui nell’ultimo anno solamente tre giocatori hanno fatto peggio di lui. Ancora, in questo lasso temporale il torinese è stato quart’ultimo per game vinti in ribattuta (13,3%), per punti vinti sulla seconda (43,8%) e per conversione di palle break (31,7%).

Il rendimento sale un po’ sulla prima, su cui vince il 26,7% dei punti, facendo meglio di 16 giocatori nella top 100 ATP per rendimento in risposta, il Return Leaderboard. Tuttavia, i suoi problemi nel crearsi occasioni in risposta non lo aiuta a gestire al meglio i momenti importanti dal punto di vista mentale, come dimostra il suo 68° posto nel rendimento sotto pressione, nonostante sia 25° per la percentuale di palle break salvate (63,8%). Considerate le sue caratteristiche, è fondamentale che migliori sensibilmente nei tiebreak (prima di Rio, negli ultimi 12 mesi ne ha vinti solamente il 46,7% di quelli disputati). Questo farebbe un’enorme differenza.

Per esempio, nel match contro Kyrgios degli Australian Open, Sonego ha giocato alla pari per tutto il secondo e il terzo set, ma non si è procurato nemmeno una palla break e nei due tiebreak è emersa la maggiore qualità di Kyrgios.

Al contrario, nell’incontro di secondo turno a Rio contro Lajovic, pur non essendosi quasi mai creato chance in risposta, ha gestito al meglio i tiebreak e l’inizio del secondo set, dove è stato bravissimo a recuperare immediatamente il break di svantaggio. 

Di certo le sue aperture  ampie non lo aiutano in risposta, così come la sua difficoltà nel muoversi in anticipo e leggere subito la traiettoria, che non lo aiuta a rimanere vicino al campo.

Ciò emerge in modo molto chiaro dai dati ATP. Infatti, da destra Lorenzo vince il 39,4% dei punti sui servizi sulla ‘T’ e il 47,7% di quelli esterni, mentre quelli al corpo gli creano meno problemi, dal momento che vince il 54,5% dei punti. Sulla seconda, invece, Sonego sfrutta il maggior tempo a disposizione per colpire con il suo potente dritto e vince il 64,3% dei punti dei servizi esterni (in queste circostanze la sua palla supera la metà campo nel 92,9% dei casi). Negli altri casi, però, non vince più di un punto su due. Da sinistra, invece, sulla prima conquista il 48% e il 47% dei punti sui servizi centrali e al corpo, mentre sulle prime esterne emergono i suoi problemi dalla parte del rovescio, come dimostra il 35,4% dei punti vinti in queste circostanze.

In tali situazioni, pur faticando a trovare profondità – il 29,6% delle volte risponde entro il rettangolo del servizio – i numeri migliorano sulla seconda, su cui vince il 51,6% degli scambi. I numeri calano vertiginosamente quando deve rispondere a servizi al corpo o al centro, con Sonego che registra rispettivamente il 15,2% e il 20% di punti vinti. Anche in questo caso, il lavoro da fare sembra essere molto chiaro.

I possibili scenari futuri onego ha una grande capacità di aprirsi gli angoli e di sfondare da fondocampo, soprattutto con il dritto, con il quale può fare malissimo in quasi ogni circostanza e che gli consente di raccogliere molti punti a rete. Da questo punto di vista, è importante rilevare che il percorso intrapreso con Arbino va proprio verso una maggiore verticalizzazione e una propensione sempre più spiccata a chiudere i punti nei pressi del net. Scendere spesso a rete ed essere estremamente efficace nei colpi di inizio gioco sarebbe essenziale anche per gestire meglio le energie, specialmente quando i match si allungano. In tal senso, occorre rilevare che nell’ultimo anno ha vinto il 38,5% dei match al set decisivo (67°) e il 30% di quelli giocati in uno Slam. Come ha detto lo stesso Arbino: ‘Sonego è un giocatore a tutto campo, moderno, come si gioca oggi, non deve rinunciare alle sue caratteristiche di regolarità da fondo. Ma sto cercando di fargli esprimere anche quelle d’attacco’. Lorenzo può migliorare sotto ogni aspetto, inclusa la capacità di passare da una situazione difensiva ad offensiva. In questo senso potrebbe essere importante irrobustire il rovescio, con cui può compiere progressi in termini di spinta e imprevedibilità. 

Come già è stato osservato in altri sedi, la sua capacità di accettare serenamente le sconfitte lascia intendere che abbia qualità tali da potersi confrontare anche con i migliori al mondo, come peraltro già emerso l’anno scorso, in cui è arrivato alle soglie della top 50. Ciò è avvenuto pur essendo stata solamente la prima stagione intera trascorsa sul circuito maggiore, fattore essenziale per considerare alcune sue lacune in termini di continuità di rendimento palesate in questi mesi anche all’interno di uno stesso torneo (si pensi alla differenza incredibile tra la prestazione al primo e al secondo turno degli scorsi Us Open). Tuttavia, pur non essendo ancora un giocatore ‘compiuto’, Sonego ha già dimostrato di poter migliorare sotto diversi aspetti in poco tempo. La sua brillantezza, il suo entusiasmo e il bagaglio tecnico di cui dispone sono tutti diamanti sempre meno allo stato grezzo e che con il tempo dovrebbero risplendere sempre di più.

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