Con Ronaldo in splendida forma, il progetto tecnico della Juventus di Pirlo non può che ruotare intorno al campione portoghese. L’assalto al decimo scudetto consecutivo e alla Champions League passerà anche dalla scelta del miglior compagno di attacco per CR7 e, in seconda istanza, per Dybala. Se il primo è l’elemento insostituibile, il punto di partenza da cui far partire l’identikit del centravanti al centro dei desideri di mercato, la Joya sta per iniziare una stagione chiave per il suo futuro, tra rinnovo e spirito di adattamento.
I profili finora soltanto accarezzati da Paratici e dai tifosi bianconeri sono ormai noti: da Suarez, a caccia del passaporto italiano che sbloccherebbe la trattativa, a Dzeko e Milik, con cui la Juventus ha un accordo ma che rappresentano la seconda e la terza scelta, fino a Cavani e Morata.
Un pistolero alla corte di Pirlo
Luis Suarez ha formalmente concluso la sua vita sportiva a Barcellona. Le parole di Koeman sono state il capolinea di un’avventura durata sei anni al fianco del suo grande amico, Leo Messi. Fiutato l’affare, Paratici si è avventato sull’uruguaiano, bomber di razza capace di realizzare 406 gol in 612 partite tra nazionale e club. Gli aspetti positivi non mancano, legati alla classe sconfinata del Pistolero e al suo rapporto d’amore con il gol, oltre alla sua voglia di rivincita dopo un anno tormentato: dall’infortunio al ginocchio che l’ha costretto a saltare quasi cinque mesi e 14 partite al rovescio per 8-2 contro il Bayern in Champions. Oltre all’aspetto tecnico: la capacità di occupare l’area aprendo spazi per gli altri compagni di reparto. I dubbi chiamano in causa il fisico del 33enne, logorato dagli infortuni, e il carattere esplosivo: dalla questione Evra, con gli insulti razzisti quando vestiva la maglia del Liverpool, al morso a Chiellini.
Dzeko al servizio della squadra
Il nome del bosniaco resta in cima alla lista di gradimento di Pirlo. Difficile non condividere il pensiero del tecnico bianconero, dato che Dzeko si sposa alla perfezione con il compito prefigurato per il centravanti: fungere da boa centrale, posizione in cui potrebbe mettere in risalto la sua visione di gioco, ma anche da terminale offensivo. Pur avendo un anno in più di Suarez è integro fisicamente e si inserirebbe alla perfezione nel tridente di Pirlo, al fianco di Ronaldo e di Dybala o Kulusevski. L’infortunio di Zaniolo e la mancanza di un sostituto, vista la difficoltà della trattativa con il Napoli per Milik, frenano l’affare: le parole del Ceo giallorosso Fienga (“Edin sarà capitano della Roma fin quando lo desidererà”) mettono in mano al bosniaco il pallino della trattativa. La Juve è un’opportunità per vincere, forse l’ultima della carriera del centravanti che a marzo ha compiuto 34 anni. Ma il fascino di Roma, che ha stregato sia lui che la moglie, lo portò già nel 2018 a far saltare la trattativa ormai conclusa con il Chelsea.
Il ritorno di Morata
Alvaro Morata è innamorato di Torino e della Juventus. Il centravanti dell’Atletico Madrid sarebbe la scelta più semplice per i bianconeri: più giovane dei rivali (27 anni), conosce il mondo Juve che frequenta assiduamente appena ha un momento libero insieme alla moglie, la veneziana Alice Campello. Centravanti veloce, bravo in area ma anche nell’attaccare gli spazi, è in rotta con l’Atletico Madrid che, di contro, sta cercando un centravanti. Tutto sembra filare per il verso giusto anche se la valutazione dei Colchoneros è l’ostacolo più grande: i 55 milioni fissati dai madrileni, gli stessi pagati al Chelsea per il riscatto del prestito, sono decisamente fuori portata in questo periodo storico.
Il dubbio Cavani
Le voci su Edison Cavani hanno iniziato a circolare subito dopo la fine della stagione. Il primo rifiuto dell’uruguaiano e le richieste elevate dal punto di vista contrattuale (5 milioni all’anno più 10 milioni alla firma) si sommano ai dubbi dell’attaccante. Cavani non è convinto della destinazione torinese e tatticamente sarebbe il meno adatto a convivere con Ronaldo e Dybala. Secondo “El Chiringuito” ci sarebbe l’Atletico Madrid, ancora lui, nel futuro del Matador.
Fonte www.repubblica.it












