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Torino, Giampaolo: “A Firenze con solo tre amichevoli alle spalle, ma l’atteggiamento è giusto”

TORINO. Non vede l’ora di tornare in campo, Marco Giampaolo. Il nuovo allenatore del Torino sognava questo momento fin dal giorno in cui ha lasciato il Milan; e domani sera, alle 18, gli toccherà l’onore e l’onere del varo del campionato a Firenze contro i viola. “Sono fermo da quasi un anno ed è normale che senta l’adrenalina addosso: è giusto così perché sarebbe un problema se

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le partite non smuovessero emozioni. Qual è il livello attuale del Toro? Onestamente non lo so – allarga le braccia il tecnico granata -. Finora non abbiamo una storia, abbiamo disputato appena tre amichevoli. Però mi conforta vedere l’atteggiamento della squadra: in ciascuno dei 34 allenamenti effettuati i giocatori hanno lavorato bene, sono coinvolti, mi seguono. La situazione è questa ma io non voglio alibi, quindi pensiamo solo a giocare. Sapendo che c’è ancora tanto lavoro da fare”.

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Ciò che invece è ben chiara è l’idea di Toro che Giampaolo ha in mente: “Voglio vedere una squadra con un’identità, voglio che il Toro sia riconoscibile. Per il momento, però, mi rendo conto delle difficoltà provocate dal poco tempo a disposizione e quindi per l’esordio a Firenze mi andrebbe bene anche un risultato ‘sporco’. La Fiorentina? È una squadra rodata, forte e rinforzata, che ha grandi qualità – risponde l’allenatore -. Ma io voglio che il Toro sappia dire la sua: ai ragazzi dico sempre che dobbiamo giocare la nostra partita e non farci giocare dalla partita”.

Giampaolo non commenta il mercato (“è un compito della società”); meglio parlare di singoli: “Rincon è un grande professionista e un giocatore di valore; Belotti e Zaza stanno bene, i report sono positivi; e quando finiranno le energie li cambieremo per continuare a fare lo stesso lavoro. L’esordio di Murru? E’ una possibilità, ma a sinistra ho anche le opzioni Ansaldi e Vojvoda. Per ciascuno dovrò fare una valutazione diversa”. E c’è anche chi ha la valigia pronta, come Edera che non è stato convocato: “Ha caratteristiche diverse rispetto a quello che vogliamo. E’ un’ala, ha tante richieste e a stretto giro di posta andrà via”.Fonte www.repubblica.it

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