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Una Serie A di calcio piu’ competitiva?

Con l’arrivo di CR7, Pastore ed il grande ritorno del pluridecorato mister Ancellotti il campionato di calcio italiano dovrebbe guadagnarne in qualità. Nel frattempo una nazionale da ricostruire ed un Under 19 che ci fa ben sperare

L’arrivo di CR7, di Pastore. Il grande ritorno in Italia di Carlo Ancelotti o il probabile arrivo di Luka Modric fresco protagonista con la sua Croazia ai recenti mondiali di Russia. Sono tutti indizi importanti che pongono ai tifosi italiani un unico interrogativo: il nostro campionato non sarà più un gradino sotto la Premier inglese, la Ligue 1 francese o la Liga spagnola? Da quasi una decina la nostra serie A tecnicamente si è molto indebolita. Con questi nuovi arrivi, alcuni ancora al condizionale, ci sono motivazioni valide per assistere finalmente ad un torneo meno tattico e noioso e più competitivo. 

Sono lontani gli anni ’80 in cui militavano in Italia i migliori calciatori europei e sudamericani. Dopo il mondiale di Spagna del 1982 arrivarono calciatori del calibro di Platini, Cerezo, Zico, Socrates, Boniek e Rummenigge (Falcao era già arrivato due anni prima). Ma in Italia all’epoca gli ingaggi erano tra i più alti ed il nostro campionato era una sorta di esame di maturità per un calciatore straniero. Ora non lo è più.

Dopo 60 anni  quest’anno i tifosi italiani hanno dovuto scegliere una squadra ai mondiali per cui tifare. L’Italia infatti non si è qualificata al massimo torneo di calcio. Per il nuovo C.T. azzurro Roberto Mancini la strada è decisamente in salita. E’ sempre difficile, anche nel calcio, ricostruire dopo una pesante disfatta. Ma, forse, una luce in fondo al tunnel c’è. Mi riferisco all’Italia under 19 che domenica scorsa ha perso la finale dei campionati europei contro il Portogallo. Si sono messi in luce ragazzi come Scamacca, Tonali, Bettella, Kean e Zaniolo. Mister Mancini per piacere cominciamo a puntare sui giovani…altrimenti…

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