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Viaggio nel mondo del Rugby ad Artena

TORINO – Nella nebulosa genesi del rugby, nato da una costola del calcio dopo una lunga elaborazione durata per gran parte del 1800, pare abbia avuto un ruolo fondamentale Williams Gilbert, un calzolaio che aveva il suo laboratorio di fronte alla scuola di Rugby e che incominciò a fabbricare palloni ovali con vesciche animali gonfiate e ricoperte da quattro pezzi di cuoio cuciti. Il successo fu tale che

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la sua invenzione ebbe uno stand all’Esposizione Universale di Londra del 1851. È quella palla oblunga, che rimbalza dove le pare, che trasforma un semplice gioco in una filosofia di vita. Oscar Wilde era grato al rugby perché – secondo lui – teneva trenta energumeni lontano dal centro della città nei weekend e forse c’è ancora qualcuno (speriamo pochi) che pensa ai rugbisti come persone violente che si sfogano su un campo da gioco. Nulla di più sbagliato. Il rugby insegna la lealtà, l’amicizia e il rispetto delle regole. E anche a darsele in campo, perché fa parte del gioco, ma sempre senza acrimonia. ?

LA VISITA – Aiuta a comprendere la filosofia del rugby una visita al Museo Fango e Sudore, un autentico tesoro custodito nel borgo medievale di Artena, a pochi chilometri da Roma. Nel palazzo che ospita la Fondazione sono custoditi oltre 16 mila oggetti, più di 1.600 maglie e una documentazione di grande rilievo. Il Museo nasce come collezione privata grazie alla passione di Corrado Mattoccia, ex giocatore di rugby e diventa fondazione nel novembre 2012. Tra i suoi soci fondatori ci sono nomi celebri della storia del nostro rugby come Giovanni “Nanni” Raineri, 22 caps Azzurri, che ha posto la “prima pietra” della collezione donando il suo personale patrimonio ovale, Mauro Bergamasco, diciassette anni in Azzurro, tredici edizioni del 6 Nazioni, cinque Mondiali disputati, record personali che fanno di lui l’unico Azzurro ad aver partecipato a cinque rassegne iridate ed il secondo al mondo dopo l’ala samoana Brian Lima. La fondazione ha ricevuto due importanti riconoscimenti dalle più alte cariche dello Stato: nel 2010 è stata insignita della medaglia di bronzo del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e nel 2016 da quella del Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Pietro Grasso. ?E proprio Corrado Mattoccia ci fa gli onori di casa e ci guida alla scoperta della sua creatura.

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Fonte tuttosport.com

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