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Tecnest presenta la fabbrica intelligente che valorizza il made in Italy

di Alessandro Ragazzo
"Siamo convinti che nel modello produttivo italiano il fattore umano giochi un ruolo determinante per garantire la qualità e l'eccellenza del servizio", dice Paolo Fontanot, che con l'Internet of things dà valore all’uomo nella gestione dei processi
La fabbrica intelligente di Tecnest per dare corpo all'industria 4.0

Udine - Due elementi, un solo obiettivo: dare corpo all’industria 4.0. Tecnest, azienda di Udine leader nelle soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e della catena di fornitura, ribalta i paradigmi del manifatturiero con l’introduzione dell’Internet of Things e dà valore al fattore umano. «A differenza del modello tedesco di Industria 4.0, caratterizzato da elevata robotizzazione e automazione – spiega il responsabile del prodotto di Tecnest Paolo Fontanot – siamo convinti che nel modello produttivo italiano il fattore umano giochi un ruolo determinante per garantire la qualità e l’eccellenza distintive del Made in Italy. La nostra soluzione per la fabbrica 4.0 si muove dal concetto di Human-Centered Manufacturing che permette agli operatori di avere visibilità e voce in capitolo sia su quello che succede all’interno della fabbrica stessa sia su quanto accade nel mondo connesso. Interconnessione è una delle parole d’ordine nella fabbrica digitale. E all’interconnessione guarda la nostra soluzione che di fatto cambia il paradigma di riferimento e apre le porte a nuovi modelli di business».

Il modello sviluppato dall’azienda udinese fa leva su due elementi: da una parte la tecnologia Iot, sviluppata da Eurotech, società specializzata nello sviluppo di dispositivi intelligenti e tecnologie machine-to-machine; dall’altra le logiche di processo gestite dalla suite software Flex for Industry 4.0 di Tecnest che, con la sua Smart Factory Console integra l’Iot con l’aspetto umano e collaborativo.

Per Iot la parola d’ordine è flessibilità. «Questo dispositivo supporta nativamente tutti i principali protocolli industriali di comunicazione quali ModBus, Can Bus, Opc Ua, Siemens-S7, Mqtt e questo permette di connettere facilmente dispositivi, macchinari, sistemi di automazione, Plc e Scada – osserva il responsabile sviluppo nuovi prodotti di Tecnest Alessandro Turchetti – ed è un oggetto intelligente che acquisisce le informazioni dai vari dispositivi e, applicando delle regole, pubblica autonomamente i risultati attraverso il protocollo di comunicazione Mqtt. Si tratta di un protocollo di tipo publish-subscribe: in pratica, Iot “pubblica” delle informazioni e un componente dell’infrastruttura software che fa da broker le distribuisce via web alle applicazioni e ai dispositivi “abbonati” al messaggio, senza dover realizzare alcun tipo di integrazione fisica tra i sistemi».

I dati raccolti sul campo possono essere inviati anche a una piattaforma cloud dove sono a disposizione per elaborazioni successive. Tutto questo garantendo, da un lato, la massima sicurezza del dato grazie a un sistema di criptazione e, dall’altro, il salvataggio dei dati anche in caso di mancanza di connettività. «All’interno di Iot è, inoltre, possibile programmare delle regole e dei modelli di comportamento in base ai quali registrare solo i dati più importanti o far scaturire degli allarmi, ad esempio al superamento di certe soglie o valori», aggiunge Fontanot. «Si tratta quindi di una vera e propria unità di Edge-Computing in grado di decentralizzare la raccolta dei dati ed elaborare in maniera distribuita e autonoma informazioni e segnali provenienti dai dispositivi presenti sul campo». Facilità di gestione, reattività immediata, sicurezza del dato e manutenzione da remoto fanno di Iot un elemento fondamentale per il cambio di paradigma. «Si passa da un’architettura piramidale dove lo scambio di dati tra i diversi sistemi e applicazioni segue un flusso rigido e verticale – continua Turchetti – ad applicazioni e device che dialogano tra loro collegandosi a un’infrastruttura centrale. È l’Industrial Iot (Iiot)».

L’operatività di Iot è attivata dalla Smart Factory Console di Tecnest. «L’applicazione web e role-based di Flex for Industry 4.0 – fa sapere Fontanot – fa da snodo di smistamento di tutte le informazioni raccolte in fabbrica e le integra con l’aspetto umano, unendo così collaborative manufacturing e Internet of things. L’operatore di fabbrica può, ad esempio, visualizzare la propria work list di reparto e integrare i dati raccolti dal gateway con quelli relativi allo svolgimento della propria attività in reparto (set-up della macchina, dichiarazione inizio-fine lavorazione, dichiarazione fermi con causali e così via). Il manutentore può visualizzare sul suo terminale mobile l’elenco delle attività di manutenzione preventiva da svolgere o dei set-up di macchina previsti dal piano di produzione che necessitano di una sua azione oppure ricevere avvisi in tempo reale su malfunzionamenti o condizioni di allarme per i quali è necessario intervenire. Il supervisore di reparto, invece, ha a disposizione tutte le informazioni per tenere sotto controllo lo stato della produzione sulle diverse linee e prendere decisioni in caso di problemi o necessità».

Il nuovo paradigma dell’Industry 4.0 guarda a un modello di organizzazione basato sulle persone. «In un sistema di produzione human-centered – aggiunge Fontanot – le fasi di pianificazione e realizzazione di un compito finiscono per coincidere in quanto la persona ha il pieno controllo del processo e della tecnologia. E il fattore umano assume un ruolo chiave nell’ottimizzazione delle performance produttive. La Smart Factory Console rappresenta il luogo principale dove si concentrano le attività di interazione e collaborazione (uomo-macchina, uomo-uomo, macchina-uomo) tra gli operatori di produzione e gli elementi di sistema produttivo, integrando funzionalità di Social & Collaborative Manufacturing con tecnologie Internet of Things».