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Streaming, film e calcio in tutta l'Unione europea: inizia la rivoluzione

I cittadini europei che acquistano o si abbonano a film, trasmissioni sportive, musica, e-book e giochi nello Stato membro di origine sono in grado di accedere a questi contenuti quando visitano o soggiornano temporaneamente in altri Paesi comunitari
Streaming, film e calcio in tutta l'Unione europea: inizia la rivoluzione

Roma - Giù le barriere digitali: da domenica 1° aprile potremo seguire la squadra del cuore, vedere le serie Tv preferite, ascoltare musica, scaricare e-book o giocare in qualsiasi Paese europeo. Entra infatti in vigore il regolamento comunitario sulla portabilità dei contenuti online che consentirà agli abbonati di usufruire dei servizi di streaming e della trasmissione di programmi audio-visivi online in tutti gli Stati dell'unione europea quando ci si trova temporaneamente lontano da casa.

COME FUNZIONA E I VANTAGGI

Le regole sono tassative per i servizi in abbonamento ma facoltative per i contenuti gratuiti. Insomma una vera e proprio rivoluzione che fa seguito all'addio al roaming cellulare da giugno 2017 e un altro successo del mercato unico digitale, come dice la stessa Ue. Il vantaggio c'è ed è per tutti: gli europei che acquistano o si abbonano a film, trasmissioni sportive, musica, e-book e giochi nello Stato membro di origine sono in grado di accedere a questi contenuti "quando visitano o soggiornano temporaneamente" in altri Paesi dell'Ue. Ma saranno felici anche i fornitori di servizi online: potranno garantire la portabilità transfrontaliera senza dover acquistare nuove licenze. Così sarà più facile evitare abusi e pirateria. A fare l'esempio di come funzionano queste nuove regole è la stessa Ue in un memo diffuso il 27 marzo: per Netflix, si avrà accesso alla stessa selezione (o catalogo) di casa ovunque. Inoltre le nuove regole non impediscono ai fornitori di servizi di offrire opzioni aggiuntive ai propri utenti quando sono all'estero, ad esempio quelle disponibili nel paese in cui viaggiano.

PERMANENZA TEMPORANEA ALL'ESTERO

Il concetto della temporaneità nel regolamento "non è definito", tuttavia copre varie possibilità dal viaggio vacanza a quello di lavoro.

COME SI REGOLANO I VARI OPERATORI SKY

L'emittente fa sapere che sarà necessario essere titolari di un abbonamento residenziale, essere stabilmente residenti in Italia e utilizzare un metodo di pagamento associato a una banca italiana. I programmi potranno essere fruiti attraverso le app Sky Go e Sky Go Plus, Sky Go per i clienti Sky Q, Sky Kids, Sky Sport. Basterà accedere a questi servizi con il proprio Sky Id dagli stessi dispositivi che si utilizzano in Italia. Per ragioni di sicurezza Sky è tenuta a verificare che si tratti di un'effettiva momentanea permanenza all'estero, ovvero che sussista il presupposto principale, la residenza in Italia. Per questa ragione dopo 30 giorni consecutivi di accesso dall'estero, verrà inviata al cliente una email per accertare questo requisito: basterà loggarsi su uno dei dispositivi attraverso il proprio Id dall'Italia entro i 7 giorni successivi per continuare a usufruire del servizio. Anche Mediaset con Premium e Infinity fa sapere è pronta a partire, l'accesso e' esteso a tutti tranne alle carte prepagate.

Amazon offrirà disponibilità illimitata di tutti i contenuti di Amazon Prime e Prime Music: "Siamo stati fin dall'inizio forti sostenitori dell'iniziativa che andrà direttamente a vantaggio dei clienti". Netflix da parte sua definisce questa temporaneità in 60 giorni totali l'anno.

TV IN CHIARO O CANONE

Discorso diverso per chi trasmette in chiaro o chiede il pagamento del canone. In questo caso la Ue non imporrà il regolamento ma chi offre contenuti anche gratis come Rai e Mediaset potrà adeguarsi rispettando le regole sul diritto d'autore.

Le nuove regole rispondono a comportamenti e abitudini dei cittadini europei che usano le tecnologie avanzate: la spesa dei consumatori per i servizi di abbonamento video è aumentato del 113% all'anno tra il 2010 e il 2014 e il numero di utenti del 56% tra il 2014 e il 2015. Si stima inoltre che almeno 29 milioni di persone, pari al 5,7% di consumatori nell'Ue, potrebbero avvalersi della portabilità transfrontaliera e di molti altri ancora in futuro, fino a 72 milioni di persone entro il 2020.