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Costruire case sulla Luna? E’ possibile con una stampante 3D

E’ possibile con il sistema D-Shape inventato dall’ ingegnere pisano Enrico Dini. Una grande macchina imbarcabile sul razzo, che lavora con la sabbia. Impasterà in tre dimensioni la polvere lunare

Andare in vacanza sulla Luna, affittare una casa con tanto di orto stellare per far crescere pomodori e insalate. E’ questo il business del futuro: il turismo spaziale. Si inizia dal nostro satellite, la Luna, che mezzo secolo fa abbiamo “conquistato”, esplorato e abbiamo capito come ci si riesce a vivere. Oggi sappiamo anche che il sottosuolo è ricco di minerali estraibili.

Così, grazie a una stampante 3D a getto di sabbia, si potranno stampare case sulla Luna. E’ possibile con il sistema D-Shape inventato dall’ ingegnere pisano Enrico Dini. Una grande macchina imbarcabile sul razzo, che lavora con la sabbia. Impasterà in tre dimensioni la regolite (la polvere lunare) con un legante, ricavandone roccia sintetica. Con lo stesso metodo l’ingegnere ha realizzato le barriere coralline per ripopolare i fondali del Golfo di Bahrein, dell’Olanda e del Principato di Monaco. In quest’ultimo da anni, ormai, D-Shape ha stampato una barriera di sabbia e manganese, destinata alla riserva del Larvotto. 

La Luna è un obiettivo che Dini insegue da anni con il gruppo di imprese Alta Spacc, Foster&partners e la Scuola Sant’Anna di Pisa con i quali ha vinto nel 2009 il bando dell’Agenzia Spaziale Europea nell’ambito del programma Aurora.

«Tutto è iniziato da lì – ha affermato al quotidiano La Nazionee oggi grazie a quel bando abbiamo gli strumenti per realizzare i blocchi lunari». Nelle vicinanze del lago di Bolsena, Dini ha trovato una polvere di roccia simile alla regolite e così ha potuto realizzare un modello di quella che potrà essere la prima edificazione sulla Luna. “Si può ipotizzare il primo viaggio tra 5 o 6 anni”.

 

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